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mercoledì 26 luglio 2023

San Vitaliano, Sergio Avilio lascia l'Arma per la pensione. Le figlie: Orgogliose di te!

 

San Vitaliano, Sergio Avilio lascia l'Arma per la pensione. Le figlie: Orgogliose di te!

San Vitaliano, Sergio Avilio lascia l

38 anni di servizio con ultimo incarico di Vice Comandante della Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna: la Comunità di San Vitaliano si unisce al messaggio della famiglia, ringraziando il concittadino per il servizio svolto.


"Grazie a te e alla persona che sei, ci hai insegnato a vivere con un forte senso di giustizia e del dovere. Orgogliose di te del tuo lavoro e del tuo percorso, continueremo  ad onorare la fiamma e l'Arma insieme a te. Nei Secoli Fedele""

Queste le parole, pregne di commozione e gratitudine, delle figlie del concittadino Sergio Avilio, una vita spesa per la divisa, che da pochi giorni ha raggiunto la meritata pensione.

Sergio, sposato, padre di due figlie e da poco nonno, si arruola nell’arma dei Carabinieri nel 1987, frequentando il corso allievi cc effettivi a Roma al termine del quale verrà destinato alla legione cc Messina per l’impiego nelle stazioni cc di Castel di Lucio e isola di Lipari.

Nel 1988 vince e frequenta il corso allievi sottufficiali al termine del quale, con il grado di vice brigadiere, presterà servizio al nucleo radiomobile, al nucleo operativo della compagnia di Palestrina e alla stazione cc di Cave, prima come sottordine e poi come comandante in sede vacante.

Nel 1995 verrà trasferito al 1° Reparto SM Ufficio Personale del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri fino al maggio 1999 quando la Corte d’Appello di Napoli ne chiederà l’impiego presso l’aliquota Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli dove collaborerà con diversi Pubblici Ministeri del Tribunale e della D.D.A.

Nel maggio del 2005 fino al 26 aprile 2023 scorso, sarà effettivo alla sezione catturandi del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, sino al grado apicale di Luogotenente Carica Speciale e con l’incarico di Vice Comandante della Sezione Catturandi. Molti i riconoscimenti professionali conferitigli dalla scala gerarchica nel corso dei suoi 38 anni di servizio nell’arma dei Carabinieri.

(Fonte: https://www.sanvitaliano.net/news/san-vitaliano-sergio-avilio-lascia-l-arma-per-la-pensione-le-figlie-orgogliose-di-te-2432).

venerdì 14 ottobre 2022

A mio padre: Grande uomo!


 

Sono sicuro che oggi non pensavi che mancava poco
sono sicuro che pensavi altrove, agli altri, come sempre.
Sono sicuro che pensavi a noi
sono sicuro che non pensavi a te.
 
Nemmeno io penso oggi,
avendo ora come per te allora, quasi il tuo stesso tempo,
quanto in realtà ne abbia ancora…
di tempo...
...poco…?
...assai…?
o di meno ancora?
Ed è per questo che oggi…
...più che mai, penso al tempo,
al troppo poco tempo che ci ha uniti
al tanto amore che ci siamo dati.
 
Forza indiscussa,
generosità immensa,
presenza,
essenza.
Forse perfezione…
Fortuna in terra per chi ti ha conosciuto
malinconia profonda per non averti condiviso.
Come avrei voluto.
Come sognavi.
Come ti meritavi.
 
Ma non ci sei.
Se non nel mio cuore.
Sempre.
E “sempre”, non ha tempo: è sempre!
 
 
Tuo figlio.

martedì 4 ottobre 2022

Addio Charlie, amico mio (Cocker Spaniel Inglese)

 

Charlie 
(Cocker spaniel inglese)

Parlerò di te solo quando riuscirò a guardare una tua foto senza commuovermi o piangere, ma a sorridere pensando a tutti i nostri ricordi, alla nostra vita vissuta assieme, a tutte le cose belle ed uniche che sei riuscito a darmi amico mio.

martedì 7 giugno 2022

venerdì 4 giugno 2021

IL CARABINIERE

UNA BELLA PAGINA DEL GIORNALISTA , NONCHÉ CARABINIERE  AUSILIARIO, ALBERTO BILA' DEDICATA ALLA BENEMERITA !!!

Era un uomo sulla cinquantina, semplice ma distinto. Bussò con il cappello tra le mani e chiese del maresciallo. Quel giorno era il mio turno di piantone, lo accompagnai e rimasi ad ascoltare. Non doveva sporgere una denuncia, ma parlare di suo figlio: andava male a scuola, la sera rincasava tardi. Si era rivolto a quel maresciallo dei Carabinieri, come fosse un parroco, un fratello, un amico, solo per chiedere un consiglio. E non eravamo in una Stazione di campagna, in un paesino sperduto chissà dove, ma nel cuore di Roma. Bastò questo ad aprirmi gli occhi sulla percezione che la gente ha dell’Arma. 

Ho svolto il servizio militare nei Carabinieri ormai vent’anni fa. Emozione, sorpresa, paura, orgoglio: ne ho un ricordo nitido, a tinte forti e dal sapore dolce della nostalgia. Il freddo polare e la nebbia nella caserma di Fossano vicino a Cuneo, la sveglia all’alba, l’alzabandiera, le marce nella neve, le vesciche ai piedi, i pentoloni lavati e mai puliti. E ancora: il primo sparo al poligono, le scarpe da tirare a lucido, le risate da spanciarsi coi commilitoni, la notte di Natale nella garitta a guardare i fiocchi che cadevano, gli armadietti lasciati aperti, senza lucchetto, perché tra allievi Carabinieri era come a casa, ci si poteva fidare. 

Quando mi affidarono la mia Beretta non dormii una notte intera. Il corso era finito, ora si faceva sul serio. Ero assegnato ad una Stazione: andavo in strada, tra la gente vera! Vennero le pattuglie nel quartiere, le multe, i favorisca i documenti, l’adrenalina della prima corsa con la sirena che urlava, le tante notti con gli occhi che mi si chiudevano davanti ad un’ambasciata. E anche il primo e unico arresto della mia piccola carriera da Carabiniere ausiliario: un tale senza patente che aggredì a pugni il brigadiere… e mi costò un paio di grappe buttate giù d’un sorso per fermare il cuore che batteva. Poi venne il servizio di traduzione detenuti dal carcere di Regina Coeli al Tribunale: le catene, le manette, le urla, il contatto diretto con il dolore della gente. 

Mai un giorno mi sono pentito, mai una volta ho pensato che avrei potuto impiegare meglio quell’anno. Ho diviso quei mesi con i Carabinieri veri, gli uomini che lo fanno di professione, che lasciano a casa moglie e figli e si buttano in strada sperando di rientrarvi sani e salvi, notte o alba che sia.

Oggi faccio un altro mestiere, e quando le agenzie battono le notizie di una grande operazione antimafia come di un piccolo arresto, immagino le mani, gli occhi, i cuori, la passione degli uomini che vi hanno lavorato. 

Quando incrocio una pattuglia in strada, il mio sguardo si sofferma più a lungo su quei volti. Loro non sanno perché, io sì. 
Alberto Bila'


 

venerdì 16 aprile 2021

mercoledì 24 marzo 2021

A Francesca...mia nipote

Aria, acqua, terra, fuoco

Aria che si trasforma in piacevoli soffi di vita

Acqua del tuo pianto che traduce il tuo linguaggio

Terra, arricchita dalla tua presenza

Fuoco del calore della nostra gioia.

Per Te. Francesca
 

domenica 14 marzo 2021

Addio al Re del liscio

 Ci lascia Roul Casadei. Un ItaloRomagnolo doc. A dispetto di tanti con la puzza sotto il naso, dopo la musica napoletana, ha fatto apprezzare in tutto il mondo, un sound popolare, allegro, raffinato, coinvolgente, intelligente. Ognuno di noi, deve dirgli grazie perchè almeno una volta nella propria vita, ha gioito e sorriso, al ritmo della sua musica. Uomo semplice, comunista d'altri tempi, porta con se una fetta importante della cultura italiana. Grazie Maestro.




Intervista ad un negazionista - Un'ora sola Vi vorrei 06/10/2020

Intervista ad un negazionista. 



 


Appena riesco, eliminero' un post che mi venne chiesto caldamente di pubblicare e che oggi, invece, per vie indirette,  mi viene chiesto di eliminare. I motivi, non mi riguardano, ma su un blog, così come si spiegano i motivi per cui si pubblica qualsiasi cosa, è giusto e doveroso per l'autore stesso, dover spiegare che lo si elimina a maggior ragione, in assenza di motivazioni. Ci sto provando, ma ancora non ci sono riuscito. Quando non ci sarà più, vorrà dire che ci sono riuscito.

lunedì 13 luglio 2020

Shh...silenzio

"...se si avesse consapevolezza che il tempo non è fermo ma è qualcosa che "scorre", si lotterebbe di piu' per occuparlo in silenzio. Ma il silenzio, non lo decido io".

domenica 24 maggio 2020

Democrazia si: ma con più repressione




LA DITTATURA DEL COVID-19



Se per dittatura s’intende applicare le norme vigenti ed approvate sinergicamente ad organismi sanitari accreditati da quello mondiale della sanità, che ben venga la dittatura. La solita stampa qualunquista taglia i video e mette in rete solo la parte che fa comodo per distogliere la gente dall’informazione corretta facilitando il fenomeno terroristico delle fake news a cui molti ingenui, purtroppo, abboccano, maturando convincimenti non solo sbagliati, ma pericolosi per sè e per gli altri. Le Forze di Polizia dopo tre mesi che hanno fatto gli “operatori sanitari” per reprimere e sanzionare gli scellerati che con la loro ignoranza egoista mettevano in pericolo la vita di tutti noi, dopo essere stati presi in giro da tutti, ripresi con video in cui venivano offesi, oltraggiati, delegittimati e quant’altro, ora sono gli UNICI che possono e devono fare in modo che non si ripresentino nuovi focolai, che non aumenti il numero dei contagi, che non tornino ad aumentare i morti per il COVID-19. Se per dittatura s’intende, essere salvaguardati nel diritto sacrosanto della propria salute, dei propri figli e dei propri cari, ben vengano anche ulteriori forme di repressione. Quali? Ad esempio: ti becco a fare assembramento? Non solo ti multo, ma dalla banca dati in cui si viene normalmente e giustamente inseriti ogni qualvolta chiunque viene controllato dalla Forze dell’ordine, se ti becchi il covid a seguito del tuo comportamento scellerato, allora ti faccio pagare tutte le spese che lo stato deve sostenere per curarti ovvero: 2500 euro al giorno per la terapia intensiva, piu’ 6-700 euro di farmaci al giorno. Fatti un po i conti!  In che modo ti faccio pagare le cure per la tua scellerata condotta? Semplice, con recupero coatto della somma dallo stipendio, dalla pensione, pignorandoti la casa o prelevandoteli dalla buonuscita, senza se e senza ma. E se non hai nulla, braccialetto elettronico e lavoro forzato presso strutture dello stato, in ragione e in misura della durata della degenza. E inoltre: all’atto della scoperta del vaccino, vaccino obbligatorio a partire da tutti gli over 60 anni perché al di là delle convinzioni e delle teorie che ognuno di noi deve giustamente avere, in questa condizione, si è ampiamente dimostrato che l’uomo non è in grado nemmeno di salvaguardare la propria salute e siccome, per far guarire i malati in genere ma soprattutto gli scellerati, vi è un costo sociale, allora vaccino e zitti!...in ogni caso..che Dio ce la mandi buona. Ma la fase due la vedo dura….
Sergio Avilio lgt

lunedì 26 agosto 2019

...mestiere di merda: CARABINIERE!

....mestiere di merda: CARABINIERE
Un mestiere di merda,  quello del Carabiniere, si diceva anni fa, (intendendo tutti..poliziotti, finanzieri, vigili urbani ecc…), e forse, sotto sotto, è vero. Ma non perché non sia gratificante, tutt’altro. Sfido chiunque ad indicare un lavoro che nel corso della tua vita ti offra tante soddisfazioni, tante gratificazioni, riconoscimenti dalla gente comune, (la “brava gente” come si dice dalle mie parti). Non esiste al mondo un mestiere più bello di questo che ogni giorno ti fa sentire utile prima a te stesso, alla tua famiglia e poi agli altri e quest’ordine scandito, vi assicuro, è quello reale, quello che ognuno di noi ha ben ordinato nella propria testa e nel proprio cuore. Nessun lavoro ti regalerà tante esperienze e tanti ricordi da poter raccontare con nostalgia, quando si avrà la fortuna di diventare vecchi, magari con un nipotino che ti ascolta con l’orgoglio di stare vicino ad un super eroe. Il problema è proprio questo: che tutti credono che in alcune situazioni siamo dei super eroi, che il male e la cattiveria invincibile per gli altri, non lo sia per noi. Ed a volte, senza volerlo, lo pensiamo anche noi, non per presunzione o mania di grandezza, ma perché crediamo così tanto in quello che facciamo e sulla necessità di agire sempre per il fine comune che a volte ci spingiamo sempre oltre, mirando solo all’obiettivo, cercando la soluzione, ottenendo spesso il risultato. Più vai avanti con questo lavoro, e più ti convinci che devi fare, che non ti puoi sottrarre, che per molti tu sei l’ultima spiaggia, il mezzo attraverso il quale lo Stato garantisce a chiunque la sua presenza, per la salvaguardia dei diritti e della sua libertà. Perché i diritti, la libertà, possono essere mantenuti solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole, delle leggi e chi non le rispetta, toglie inevitabilmente libertà, spazi, diritti, minacciando la stessa democrazia. Spesso ci va bene, altre meno, altre volte ancora…peggio. Quando va peggio, si versano lacrime su del sangue versato attribuito dopo, ad un eroe. E quel sangue versato, forse non tutti ci pensano, è solo il prezzo che ha anticipato quel “puffo” in divisa, ma che di fatto, è il prezzo che tutti gli onesti pagano, con quella sconfitta, la perdita di un’altra grande fetta di diritti, di libertà e dignità.
 Riposa in pace collega.