Translate

sabato 3 gennaio 2009

Buon compleanno, Shummy!


Michael Schumacher si prepara a festeggiare domani i suoi primi 40 anni, "un passo importante ma non sono esattamente felice di questo, ci sono cose piu' divertenti nella vita", ammette con un pizzico di malinconia all'emittente tedesca "Zdf". Nato il 3 gennaio 1969 a Hurth-Hermulheim, Schumi fa il suo debutto in Formula Uno il 25 agosto 1991, in occasione del Gran premio del Belgio, collezionando la prima vittoria l'anno successivo. Per lui una carriera strepitosa che lo ha portato a vincere sette titoli mondiali, due con l'allora Benetton e cinque con la Ferrari, per un totale di 91 vittorie, 68 pole position e 1369 punti. Nel 2006 il ritiro e domani la festa di compleanno con un augurio: "che tutto vada avanti come e' andato finora".

sabato 6 dicembre 2008

La mia memoria


30.11.2008
Non è importante quanto vivere…è importante “come vivere”. Sembra un affermazione di comodo ma spesso proprio queste affermazioni riuniscono un significato quasi universale e per questo, comune a tutti. Nel dolore, nella sofferenza, nel distacco, nella separazione…insomma in tutti quegli avvenimenti tristi che la vita ci propone, ci impone e ci offre, si riesce a trovare la giusta concentrazione per giungere a delle conclusioni che, in altre occasioni e con altri stati d’animo, è quasi impossibile raggiungervi. Si cerca in ogni cosa, quindi, il valore e spesso, ci si rende conto di quanto si è stati distratti e di quanto, purtroppo, si ritornerà ad esserlo. Tutti crediamo di avere la risposta per ogni cosa. La saccenza è un indumento intimo che indossiamo imperterriti, senza renderci conto che, essendo sporcizia, ci insudicia, ci entra nei pori della pelle raggiungendo il profondo della nostra anima che, nella migliore delle ipotesi, si raffredda o, per sua insita dignità, si allontana da noi, indegni di possederla. Di chi va via, per tanti motivi, bisogna sempre serbarne un ricordo, un’immagine, un’ombra…che si anche uno spettro, non importa, purchè ci sia a testimonianza che ancora possediamo una coscienza. Niente sfugge completamente alla memoria. Essa con gli anni, si puo’ offuscare, “appannare”, ma mai cancellarsi.
La memoria è il contenitore crudele delle nostre sensazioni; delle certezze vanificate e dei propositi da concretizzare. La memoria è una cosa, un gesto, una persona che, se pure va via, lascia sempre, un segno indelebile nella nostra vita.
Quello che affligge adesso la mia memoria, fisicamente, adesso non c’è più. Addio…e buon viaggio!
Sergio.

venerdì 31 ottobre 2008

CALDEROLI. (potremmo farne anche a meno!)


ROMA - "La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano...". Il coordinatore leghista Roberto Calderoli firma parole pesanti. "Sono preoccupato - aggiunge - non solo per la situazione di emergenza che si è creata a Napoli, ma perché temo le parole del capo dello Stato. Non vorrei che qualcuno possa arrivare a strumentalizzare i morti ammazzati, per poter poi giustificare l'ennesimo, ingiustificato e assurdo trasferimento di risorse ad una città che, per la sua situazione, rappresenta un insulto al Paese intero".

P.S. Ma l'umido, a Roma e a Milano, quando lo ritirano?

sabato 25 ottobre 2008

....finalmente è arrivato!!

Superenalotto, realizzato a Catania il sei da record
Assegnata la vincita più alta nella storia dei giochi in Italia conil jackpot da 100 milioni. Vinto anche un 5+ a Milano
Dopo mesi di attese e ripetute fumate nere, finalmente è stata indovinata la combinazione del Sei al Superenalotto. La vincita da record, da 100 milioni di euro, è stata fatta in Sicilia, nella ricevitoria "Giunti" in via Mario Rapisarda, a Catania.Si tratta della vincita più alta nella storia del Superenalotto e in assoluto nei giochi in Italia. La ricevitoria fortunata si trova in un quartiere popolare vicino alla chiesa della Sacra Famiglia, nella periferia di Catania. Non è la prima volta che Catania regala vincite miliardarie. Il 13 marzo del 1999 nel rione San Giorgio 33 giocatori vinsero con il '6' 52 miliardi e 331.306.636, allora la quarta vincita in Europa.Nell'estrazione di oggi, inoltre, è stato realizzato anche un 5+ a Milano che si aggiudica 3.757.199,25 euro. A vincere è stata la caffetteria 2000, il locale milanese in via Varesina 35 alla periferia nord della città.FESTEGGIAMENTI Intato a Catania sono iniziati i festeggiamenti con ragazzini che sfrecciano sui motorini sventolando le bandiere rossoazzurre della squadra di calcio, automobilisti che suonano i clacson, gente che stappa bottiglie di spumante e beve in strada abbracciandosi e ballando per la gioia. PROSSIMA ESTRAZIONE Le prossime estrazioni avranno comunque un montepremi di tutto rispetto, venti milioni di euro. A tanto ammonta il cosiddetto "jackpot di ripartenza". I giocatori, quindi, secondo le stime dell'agenzia specializzata Agipronew, potrebbero contare su un premio pari a qualcosa come 40 miliardi di lire. Tutto dipende dal nuovo regolamento introdotto lo scorso mese di giugno, che prevede che il 50% del montepremi del "5+" vada ad accrescere il jackpot del "6" in palio, mentre il restante 50% va a formare il montepremi di ripartenza. Fino a giugno, invece, dopo l'uscita di un "6", il jackpot della vincita di prima categoria ripartiva, in media, da una base di 1 milione e mezzo di euro.

domenica 28 settembre 2008

Bentornato, Fernando!!


Si tratta del settimo vincitore di GP nel corso dell'anno, a testimonianza di un campionato molto equilibrato. Alonso tuttavia è stato favorito da un paio di momenti chiave. Alla partenza Massa manteneva la leadership conquistata in qualifica, seguito da Hamilton, Raikkonen e Kubica. Perdeva due posizioni Kovalainen, passato da Vettel e Glock, Heidfeld e Trulli scavalcavano Rosberg alle spalle del quale si trovavano Nakajima e Alonso, bravo a recuperare due piazze ai danni di Webber e Button. Poi Coulthard, Bourdais, Barrichello e Piquet; fanalini di coda le due Force India con Fisichella ultimo in quanto partito dai box.Massa e Hamilton facevano l'andatura durante le prime tornate, ma Raikkonen si riprendeva siglando il giro più veloce in gara per la decima volta nella stagione (eguagliando il record che gli appartiene assieme a Michael Schumacher), e portandosi a ridosso della McLaren. Nelle retrovie c'era una grande bagarre messa in atto da Rosberg e Alonso, gli unici a partire con gomme morbide e quindi meno performanti. Rosberg riusciva ad avere la meglio sul pesantissimo Trulli, superato successivamente anche da Nakajima e Alonso, dal primo giro ai ferri corti. L'ex campione del mondo era il primo a rifornire al dodicesimo giro, montando pneumatici duri e un quantitativo di carburante necessario per modificare la strategia di gara dalle previste tre alle sole due soste. Una mossa estremamente fortunata, visto che un paio di tornate più tardi il compagno di squadra Piquet urtava violentemente contro il muro costringendo l'intervento della safety-car. Rosberg e Kubica dovevano fermarsi nonostante la pit-lane fosse ancora chiusa, e così faceva Barrichello che per un problema tecnico si fermava in mezzo alla pista proprio durante il periodo di stasi della gara. All'apertura della corsia dei box tutti si affrettavano a rifornire, ad eccezione ovviamente di Alonso, Trulli e Fisichella, entrambi gravidi di carburante.Proprio in questo frangente si consumava la disfatta della Ferrari: Massa ripartiva con il tubo della benzina ancora ancorato alla monoposto, e doveva fermarsi all'uscita dei box nell'attesa che qualche meccanico andasse a toglierla; Raikkonen, fermo alle sue spalle, perdeva ulteriore tempo proprio a causa della rottura dell'apparecchio di rifornimento. Per Massa i guai non erano finiti, visto che, nell'uscita, aveva ostacolato l'accorrente Sutil: mentre a Valencia tale manovra gli era stata perdonata, a Singapore gli veniva inflitto un drive-through. Al termine della girandola dei pit-stop Rosberg si trovava così in testa al gruppo seguito da Trulli, Fisichella, Kubica, Alonso, Webber, Coulthard, Hamilton, Glock, Vettel, Heidfeld, Nakajima, Button, Kovalainen, Raikkonen, Sutil, Massa e Bourdais.Per Alonso la strada era spianata, dal momento in cui di li a poco sia Rosberg che Kubica avrebbero dovuto scontare la penalità addirittura di uno stop and go di 10 secondi, mentre Trulli e Fisichella si avvicinavano inesorabilmente al loro unico cambio gomme. Rosberg tuttavia poteva sfruttare la strada libera per creare un vero e proprio vuoto con Trulli, più lento di due secondi al giro: tuttavia questo non gli era sufficiente per ritornare in pista al comando, ma solamente alle spalle della Renault. Kubica invece, frenato incredibilmente da Fisichella, ritornava in pista alle spalle di Massa, che riusciva a scavalcare poiché la Ferrari decideva di cambiare la strategia del brasiliano anticipandone il secondo pit-stop.Nel frattempo Webber finiva lungo e veniva infilato da Coulthard, Hamilton, Vettel e Heidfeld; Trulli e Fisichella si fermavano a rifornire e Alonso iniziava la cavalcata verso un fortunoso successo. Alle sue spalle infatti Rosberg continuava a perdere terreno, ma era protetto dagli attacchi di Hamilton dal giudizioso Coulthard, che il pilota della McLaren non riusciva proprio a superare. Massa nelle retrovie continuava ad uscire di pista e allora le speranze della Ferrari erano riposte nel solo Raikkonen che, dopo essersi avvantaggiato su Kovalainen passava il lentissimo Trulli (che si sarebbe ritirato, alla pari di Webber, per problemi tecnici) e il rientrante Nakajima, portandosi addirittura negli scarichi di Rosberg dopo che Vettel e Heidfeld si erano fermati per il rifornimento. Il tedesco della Williams intanto entrava per la terza volta ma riusciva a mantenere la piazza d'onore per pochi decimi sulla coppia Coulthard-Hamilton: il pilota della McLaren però era abile a sfruttare il parapiglia creatosi al momento del rientro in pista del figlio di Keke per infilare il collega più esperto. Il campione in carica, grazie a una serie di giri veloci, riusciva alfine a portarsi in quinta posizione, essendo Alonso saldamente al comando davanti a Rosberg, Hamilton e Glock. Le emozioni non erano però finite visto che Massa, autore dell'ennesimo fuori pista, traeva in inganno Sutil e lo costringeva a finire contro le barriere di protezione per evitare il contatto: la safety-car era nuovamente chiamata all'opera e ricompattava il gruppo quando mancavano dieci giri al termine.Alonso ripartiva bene ipotecando così il primo successo del 2008; Rosberg era abile nel tenere a bada Hamilton, meno spavaldo del solito; il resto del gruppo sfilava ordinatamente con Glock davanti a Raikkonen, Vettel davanti a Heidfeld e con l'eccezione dell'esagitato Nakajima che attaccava ad ogni angolo Coulthard per l'ottava posizione.Quando, a quattro tornate dal traguardo, tutto sembrava ormai scritto, l'incompetente Raikkonen aggiungeva un'altra pietra dello scandalo alla tragicomica stagione finendo contro il muretto e permettendo così alla McLaren di sopravanzare la Ferrari in graduatoria costruttori. Quinto quindi terminava la gara l'eccezionale Vettel, davanti a Heidfeld, Coulthard e Nakajima. Fuori dalla zona punti il coraggioso Button, l'inguardabile Kovalainen, il compassato Kubica. Dodicesimo Bourdais; il patetico Massa riusciva a terminare la gara solo davanti al lento Fisichella.Con questo successo la Renault si riappropria del quarto posto in classifica, davanti a Toyota e Toro Rosso. Come detto la McLaren scavalca la Ferrari in vetta; si fa sotto in misura minore anche la BMW. In graduatoria piloti Hamilton archivia un prezioso +6 da Massa e si porta dunque a sette lunghezze di vantaggio quando mancano tre gare: un buon bottino che gli permetterà di guardare con serenità alle rimanenti prove. Quasi tutto invariato nelle retrovie: Heidfeld però si avvicina a Raikkonen in quarta posizione ed è l'ultimo pilota della lista a non essere ancora escluso dal successo finale dalla matematica.La prossima gara si disputerà sul tracciato del Fuji, in Giappone, tra due settimane

sabato 6 settembre 2008

Noi..ex giovani

I giovani..si sa, sono superficiali, spesso distratti. E’ il loro mestiere….e lo fanno bene, non c’è che dire. Non ascoltano, fanno di testa loro, guardano spesso solo avanti e non prestano attenzione se c’è qualcuno dietro a loro…corrono, corrono…hanno fretta….ma di arrivare dove? Non lo sanno!. Il guaio dov’è? Che nemmeno noi lo sappiamo e spesso, non ce ne interessiamo… e quando loro sono arrivati alla fine della loro corsa, nel frattempo o loro hanno raggiunta la meta..ed allora tutto ok….oppure.. li abbiamo persi.!
Non occorre, a mio parere, una enorme dose di saggezza per fare queste riflessioni. Bisogna far ragionare la testa con il cuore. Se ci interessa un mondo che non si sgretoli al passaggio del tempo, dobbiamo essere noi adulti a rinforzare l’asfalto delle strade dei nostri giovani. Dobbiamo essere noi a riempire le buche che troppo abbandono e distrazione, hanno fatto sorgere.
Il nostro compito è quello di preparare loro la strada.
Il loro, è quello di percorrerla, di perfezionarla per realizzarne altre più facili da percorrere per i giovani che verranno dopo di loro. Insomma, è una specie di catena di sant’antonio con la differenza che il minimo comune multiplo, è proprio unico per tutti: la qualità della vita…in tutti i sensi.

martedì 10 giugno 2008

Lo Stato gioca a "GUARDIE E LADRI"!

Venerdi 6 giugno 2008, un’altra famiglia per bene è costretta a piangere, a vestire il lutto, a fare i conti con la morte..ma non con quella che ci è stata riservata da Dio o dal destino, ma quella decisa dall’uomo..dalla bestia! Una mattina come tante altre, a Pagani, un paesino del salernitano…un carabiniere come tanti, un ufficiale della cosiddetta “Benemerita”, comandante della locale Tenenza Carabinieri.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata, una volta una bellissima e spettacolare località di mare del Golfo di Napoli. Da bambino in più di un’occasione, mio padre ci portava d’estate (una trentina di anni fa, credo) su quelle spiagge, a fare il bagno in quel mare. Un posto bellissimo all’epoca che ancora oggi conserva, degradati e consumati, i tratti di quelli che furono i bei tempi di una località balneare di villeggiatura e di vacanze.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata. 5 persone, in media giovani, uno giovanissimo, poco più di un ragazzetto, hanno per destinazione Pagani. Probabilmente sono agitati, stressati, nervosi, ma determinati. A Pagani devono per forza andarci. E’ ormai tutto deciso. Nessuno però li aspetta a Pagani. Forse non pensano nemmeno lontanamente a cosa aspetti loro lì, a Pagani, non molto lontano da Torre Annunziata. Una wolksvagen fox nera, nuova di zecca, rubata qualche ora prima, il loro mezzo di trasporto. Un’auto nera, il colore del male, del buio, del lutto.

Pagani, venerdi 6 giugno 2008. Il cielo è grigio, si sta preparando un fine settimana all’insegna del maltempo. Ci sono nuvole grigio in cielo, tira un po’ di vento, la temperatura si è sensibilmente abbassata. Qualcuno dice: non si capisce più niente oggi! E’ vero, non solo non si capisce piu’ niente ma tante cose, sono diventate impossibili da spiegare…e quello che sta per accadere tra Torre Annunziata e Pagani, tra i 5 giovani ed il Tenente dei Carabinieri, non potrà mai essere sufficientemente spiegato. Di solito, si spiegano le cose che hanno un senso, un significato, un meccanismo tale che spiega causa ed effetto. Le successive ore creerano solo sgomento, stupore e dolore!

Il Tenente dei Carabinieri, si chiama Marco Pittoni. Il cognome la dice lunga sulle sue origini. E’ sardo, la terra fatta da uomini di principio, laboriosi, amanti della loro isola, gelosi delle loro tradizioni, generosi nell’amicizia. Queste doti, probabilmente, sono quelle che deve avere ogni servitore dello Stato. Marco Pittoni, sotto questo aspetto, secondo me, partiva avvantaggiato. Comandava la Tenenza Carabinieri di Pagani. Le cronache hanno detto tanto e tutto di lui. I vertici dell’Arma ne hanno esaltato lo spirito di sacrificio, la sensibilità, l’operosità. Ma la gente, quella che si rivolgeva ai Carabinieri di Pagani e quindi al Tenente Pittoni, lo ha definito e ricordato, in base alla propria esperienza di cittadini ed utenti. Tutti ne hanno detto un gran bene. Ed allora, tutti, dobbiamo crederci.
Quel venerdi 6 giugno, era all’interno dell’ufficio del direttore del locale Ufficio Postale. Si dice che proprio con quest’ultimo, stesse parlando di sicurezza, di come prevenire rapine e di come comportarsi in caso di rapine.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata.
La Wolksvagen fox nera con i 5 (non si sa ancora se tutti partirono a bordo di questa singola vettura) “torresi” cerca e trova la strada che va a Pagani. Torre Annunziata non dista molto da Pagani. Un’oretta di macchina e si è a Pagani. La fox forse gira un po’ per Pagani. E’ alla ricerca forse di auto della Polizia o dei Carabinieri in pattuglia. La fox, come si è detto, è nera e con se, oltre a quella vernice, trasporta il male, il buio, il lutto. Il dolore!
Probabilmente non incontrano nessuna auto con le “guardie infami”. Si sentono più sicuri. L’adrenalina è tanta e ai massimi livelli. Probabilmente qualche tiro di coca, avrà fatto il resto. L’ufficio postale è lì…a portata di mano….fuori niente macchine degli sbirri. Ma gli sbirri però, viaggiano anche in macchine civette. Ma loro forse non ci pensano. Gli sbirri sono dei ciglioni buoni solo a fare le barzellette. Forse ci hanno sempre creduto alle barzellette ed hanno fatto male. Le guardie, come loro, hanno un normale coefficiente di intelligenza ma, a differenza loro, sono persone per bene che non hanno bisogno di camminare strisciando vicino ai muri come le zoccole. Gli sbirri, a differenza loro, NON SONO FIGLI DI ZOCCOLE!!

Pagani, venerdi 6 giugno. I “torresi” scendono dalla fox nera, sono tesi, sono sicuri. Entrano nell’ufficio postale di Pagani. Tirano fuori le pistole: “Fermi..è una rapina”. Qualcuno tra i clienti dell’ufficio postale urla. Dall’interno dell’ufficio postale il Tenente ed il Direttore postale si accorgono subito che fuori dalla stanza, sta accadendo qualcosa. D’istinto, il Tenente Pittoni esce. Si rende subito conto che è in corso una rapina a mano armata. Intima ai rapinatori di fermarsi: Carabinieri!” si qualifica, è in borghese. Viene aggredito. Una breve ma violenta colluttazione con uno dei rapinatori lo vede protagonista. Si rialza. Un complice, a bruciapelo, gli esplode addosso due colpi di pistola: uno alla gola ed un altro all’addome. Pittoni cade, si rialza….ricade a terra. I “Torresi” nel frattempo hanno rapinato 3000 euro. Escono fuori. I due colpi esplosi attirano l’attenzione di un maresciallo sempre in borghese che aspettava fuori dall’ufficio postale il Tenente. Li vede fuggire a piedi, raggiungono la fox nera che parte all’impazzita. Spara lui adesso (adesso puo’….prima di loro NON SI PUO’) contro la fox…..si saprà dopo che uno dei balordi è stato ferito dalla “guardia”. Il Tenente viene soccorso, portato in ospedale.
Non ce la farà!

La caccia ai rapinatori avviene in tempo reale. Su tutto il territorio vengono disposti posti di blocco. L’elicottero dell’Arma sorvola i comuni vesuviani e limitrofi. Poco dopo l’auto, la fox nera, verrà ritrovata: a Torre Annunziata. I Carabinieri intuiscono che le indagini devono partire lì.
Dopo poche ore, verranno arrestati i primi tre torresi. Proprio mentre si stanno celebrando a Pagani, i funerali del povero Tenente Pittoni.

Qualcuno, in maniera distaccata, ha detto che “fa parte del gioco”. Giusto! Se fosse un gioco! Ma la camorra non è un gioco, è una cosa seria, troppo seria. E i camorristi fanno sempre sul serio…è lo stato che crede che si stia giocando a guardie e ladri! Ma il pacchetto sicurezza che tra un po’ dovrebbe essere approvato, trova tanto, ed inverosimile interesse, sulle limitazioni delle intercettazioni telefoniche.
Btavi. Giocate a fare politica. Loro giocano a fare i camorristi. E le famiglie per bene? Credo che non hanno proprio più voglia di giocare. Ma i politici, stanno dimostrando un’altra volta, di giocare con il nostro più grande bisogno: quello di democrazia!
Comunque: Grazie Tenente Pittoni.
Grazie a tutti i Carabinieri!