Translate

lunedì 26 agosto 2019

...mestiere di merda: CARABINIERE!

....mestiere di merda: CARABINIERE
Un mestiere di merda,  quello del Carabiniere, si diceva anni fa, (intendendo tutti..poliziotti, finanzieri, vigili urbani ecc…), e forse, sotto sotto, è vero. Ma non perché non sia gratificante, tutt’altro. Sfido chiunque ad indicare un lavoro che nel corso della tua vita ti offra tante soddisfazioni, tante gratificazioni, riconoscimenti dalla gente comune, (la “brava gente” come si dice dalle mie parti). Non esiste al mondo un mestiere più bello di questo che ogni giorno ti fa sentire utile prima a te stesso, alla tua famiglia e poi agli altri e quest’ordine scandito, vi assicuro, è quello reale, quello che ognuno di noi ha ben ordinato nella propria testa e nel proprio cuore. Nessun lavoro ti regalerà tante esperienze e tanti ricordi da poter raccontare con nostalgia, quando si avrà la fortuna di diventare vecchi, magari con un nipotino che ti ascolta con l’orgoglio di stare vicino ad un super eroe. Il problema è proprio questo: che tutti credono che in alcune situazioni siamo dei super eroi, che il male e la cattiveria invincibile per gli altri, non lo sia per noi. Ed a volte, senza volerlo, lo pensiamo anche noi, non per presunzione o mania di grandezza, ma perché crediamo così tanto in quello che facciamo e sulla necessità di agire sempre per il fine comune che a volte ci spingiamo sempre oltre, mirando solo all’obiettivo, cercando la soluzione, ottenendo spesso il risultato. Più vai avanti con questo lavoro, e più ti convinci che devi fare, che non ti puoi sottrarre, che per molti tu sei l’ultima spiaggia, il mezzo attraverso il quale lo Stato garantisce a chiunque la sua presenza, per la salvaguardia dei diritti e della sua libertà. Perché i diritti, la libertà, possono essere mantenuti solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole, delle leggi e chi non le rispetta, toglie inevitabilmente libertà, spazi, diritti, minacciando la stessa democrazia. Spesso ci va bene, altre meno, altre volte ancora…peggio. Quando va peggio, si versano lacrime su del sangue versato attribuito dopo, ad un eroe. E quel sangue versato, forse non tutti ci pensano, è solo il prezzo che ha anticipato quel “puffo” in divisa, ma che di fatto, è il prezzo che tutti gli onesti pagano, con quella sconfitta, la perdita di un’altra grande fetta di diritti, di libertà e dignità.
 Riposa in pace collega.

sabato 2 giugno 2018

E.S. 17 Emanuele Sibillo. Il boss della paranza dei bambini di Forcella




Tragiche combinazioni di una vita e di un destino forse segnato, forse voluto o peggio ancora, cercato. Era forse destino che il Magistrato Dr. Catello Maresca incontrasse per caso e per dovere d'Ufficio Emanuele Sibillo in carcere, con in mano il libro di quello stesso magistrato che un giorno indagherà sui "giovani di paranza" napoletani e sul suo indiscusso boss.
 Era forse destino che durante quell'intervista realizzata dall'allora detenuto minore, il futuro boss della paranza di Forcellla, intervistasse un napoletano intelligente e colto (SAMUELE CIAMBRIELLO) che rispondendo alla sua domanda sull'illegalità diffusa tra i giovanissimi di napoli, stava dandogli la giusta soluzione per sconfiggere la camorra o per stare lontana da essa: "...ci vuole un profilo professionale e il titolo di studio... sono le cose fondamentali". 
Emanuele come si sa, ma come tanti altri giovanissimi come lui, non sceglierà nessuna delle due cose, ma l'altra, quella che a poco piu' di 19 anni con un figlio in fasce ed una giovanissima compagna, lo porterà alla morte facendolo diventare per alcuni (ma sempre troppi), un mito, per altri, uno che se l'è cercata e che in fondo, gli sta bene pure.
Personalmente, pur rispettando il valore ed il dolore del lutto, da qualsiasi parte venga, non mi sfiora per nulla il pensiero o il rammarico per la morte, o meglio, la fine di Emanuele Sibillo. La sua morte, sinceramente, pur se prematura, perdonatemi, non mi addolora per nulla.
E allora: perchè sto scrivendo?...
....penso a suo figlio!

venerdì 20 ottobre 2017

NASCE "CHECCOPOLI" (sei etero?..no, sei omofobo! Grande Fratello VIP)




 L’omofobia è ben altro di quello che tentano di propinarci gli eterofili di un reality scassapalle come il Grande Fratello. Si. Perché all’ormai inflazionata tendenza di vedere omofobi ed omofobia dappertutto, i bacchettoni impallettati e ridicolarmente travestiti con piume d’oche, fondotinti e mascare, ne hanno fatto nascere un’altra parimenti violenta e pericolosa: l’eterofobia. Oggi ti è vietato provare ed esternare una sensazione di istintivo schifo o ribrezzo nel vedere due persone dello stesso che si baciano in bocca, che sei omofobo. Non puoi irritarti verso atteggiamenti forzatamente mascolinizzati o effemminati, che sei omofobo. Non puoi definirti totalmente etero nel corpo e nella mente che sei omofobo. Allora: premesso che nessuno deve mettere paletti a nessuno attorno alla propria libertà individuale, ideologica, religiosa, sessuale e quant’altro, non vedo perchè se li accetti in parte, vieni etichettato ostico ad essi senza che ti venga data la possibilità di replicare. Al massimo puoi difenderti, come se ti fossi unto di chissà quale delitto. Ma stiamo scherzando? Cerchiamo anche di mettere un poco d’ordine nelle cose, perché a mio parere, c’è qualcosa che non va, ovvero: le conquiste ottenute dai gay. 
Ebbene costoro affermano o lasciano intendere che, se oggi hanno gli spazi che li spetta è perché sono essenzialmente ed esclusivamente conquista loro. Premesso che non gareggio con nessuno, tengo a precisare che ogni battaglia tesa e volta alla conquista di un diritto calpestato, è una conquista sociale, o meglio, di tutta quella società che proprio nel proporre il rispetto di diritti accantonati o calpestati, ha fatto si che gli stessi avessero il giusto rispetto. Non mi sembra in modo piu’ assoluto, che i gay oggi hanno le medesime opportunità e ruoli degli etero perché si sono battuti da soli. Tutte le persone intelligenti, civili, sostanzialmente libere e democratiche, hanno contribuito a questa trasformazione sociale, tutti. Se poi vogliamo considerare che gli etero mi sembra siano di piu’ degli omo, allora, se la matematica non è un’opinione, mi sembra scorretto che questi ultimi rivendicano essenzialmente ad essi stessi queste vittorie poste all’insegna della civiltà e della libertà. La società civile, quindi, non ha sesso o preferenze sessuali, ma solo desiderio di libertà e di rispetto.
Ma la conquista, o direi io, l’aver messo un po d’ordine in una società molto confusa sul tema dell’omosessualità, non deve assolutamente oscurare altri diritti e quindi altre libertà di chi omosessuale, non lo è oppure non lo è ancora. 
Tornando all’inizio di quest’articolo, non vedo perché in una società civile, moderna, io, che non mi sento e non sono omofobo, non possa manifestare liberamente i miei fastidi verso atteggiamenti forzati, i miei limiti e la difesa del mio essere etero. Qualcuno mi spiega che senso e che significato sociale, culturale, antropologico, politico ecc…ha avuto il bacio saffico “ordinato” da Miss Signorini a Belen e alla Blasy? Quale messaggio culturale, rivoluzionario poteva celarsi da un atteggiamento “commissionato”, palesemente indesiderato, non condiviso e sfociato nel bacio tra le due donne (tra l’altro) manifestatamente etero convinte? Forse il fine era solo quello di eccitare la fantasia perversa di qualche spettatore, Signorini tra i primi il quale, se non la pensi come lui, diventi omofobo. Certo: quel saccente pozzo di cultura di Signorini, con quell’invito “a comando” rivolto alle due subrettine, ha cancellato decenni di lotta per i diritti dei gay, riducendo ad un continuo esibirsi una situazione, una condizione che come i baci, quelli veri e non quelli a fronte di qualsiasi corrispettivo, restano un gesto intimo per quello che vuole comunicare e non una pagliacciata solo per dire che anche due eteri possono baciarsi in bocca. Perché è una grandissima stronzata: nessun etero sogna di baciare in bocca una persona dello stesso sesso. Quel bacio tra belen e la blasy quindi,  resta un gesto squallido e fine a se stesso tra le due subrettine serve del prof. Signorini, una mera prestazione morbosa compresa forse nella scaletta della trasmissione, concertata tra le “varie ed eventuali” e certamente ben remunerata considerato quanto guadagnano le due. 
Dite voi, se vi pare una cosa decente o quanto meno, seria.
Io sono per una società libera dove appunto la mia libertà non collide con quella degli altri. Se belen e ilary avevano realmente desiderio di baciarsi, nessun problema: forse mi sarei forse girato dall’altra parte perché come quello tra due uomini, anche il bacio saffico mi infastidisce molto e mi da di stomaco, tuttavia non avrei eccepito. Le due subrettine che si sono prestate a quel giochetto da commedia italiana hanno trasmesso tutto, tranne che un messaggio di libertà e di emancipazione, anzi, sono risultate piu’ ridicole, volgare e serve vendendo al miglior offerente (in questo caso l’audience e il vojeurismo paradossalmente maschilista e sessuofobo di signorini) la propria coerenze per un pugno di ascoltatori in più. Assistere alla quotidiana edificazione di “checcopoli” mi irrita, mi infastidisce, mi innervosisce, mi da di stomaco, non mi fa sorridere e non mi fa nemmeno provare alcun senso di compassione verso chi, come il povero Malgioglio attizzato da signorini, non veste i reali abiti del Malgioglio uomo, gay, cantante, artista o meglio, se stesso: ma semplicemente quelli di (dicendola in gergo nazional popolare….terra terra) una checca colorata che fa e farà soltanto ridere come da sempre quando sculetta, perché accostabile ad un buffone da quattro soldi che tenta di essere spiritoso senza rendersi conto che sta perdendo la faccia, la dignità  e soprattutto, la propria libertà. Nulla contro gay. Assolutamente! Ma sono fortemente contro e contrario ad ogni forma di etichettare come cultura e conquista di diritti, il checchismo forzato e provocatorio; quel checchismo  che se ne fotte di chi non forza davanti agli altri le proprie effusioni, carezze o tenerezze per dimostrare che è etero. Perché poi alla fine, è solo un problema di apparenza e di apparire….di farsi spiare dal buco della serratura preoccupandosi di togliere la chiave dalla toppa perché si veda meglio. Che Dio abbia pietà di Signorini, Malgioglio e similari. Belen e Illary….squallide piu del solito.
Amen

almenoparliamone





giovedì 14 settembre 2017

CAMILLERI: Preferisco ascoltarlo e vederlo parlare

L’altra sera, ho riscoperto il piacere di una bella televisione ed il fatto che si tratti di Rai 3, per quanto mi riguarda ed al di là di cio’ che è intuibile leggendo questo blog, è stato solo un caso. Ha ripreso il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer, “Carta Bianca”. Io, a dire il vero, prima di sintonizzarmi e rimanerci all’ascolto, stavo “zappando” alla ricerca di qualcosa che potesse attirare la mia calata attenzione e, nell’eseguire quasi meccanicamente questa rituale manovra, mi sono imbattuto nel simpatico volto di uno degli uomini viventi più grandi d’Italia – e non solo - : Andrea Camilleri.
Premetto che non sono per nulla appassionato delle avventure in televisione del Commissario Montalbano, confesso di non aver mai visto neppure un episodio intero, ma di aver letto invece alcune sue avventure direttamente dalla penna magistrale del suo autore. Ho sempre ascoltato con piacere le sue parole ed il suo modo di parlare da uomo di Sicilia. L’italiano con l’inflessione siciliana è una musica irriproducibile. Ascoltare un siciliano parlare italiano è come ascoltare musica, non un discorso. La cadenza, il ritmo delle parole talune leggermente prolungate piu’ del dovuto e, se il discorso pone una domanda, questa mi mette addosso una forma di imbarazzo, quasi che non sappia cosa rispondere, anzi,  spero che chi parli dia da solo la risposta e mi liberi quindi dall’imbarazzo. Camilleri, in tutta questa sorta di alchimia vocale, è la classica ciliegina sulla torta. Ancor più piacevole per me ascoltarlo, quando la sua voce era ancora più roca dall’uso ed abuso delle sigarette. E’ sempre stato un grandissimo fumatore e mi sembra che ancora oggi, a 92 anni, fumi ancora, quasi a dimostrare quello che sempre dice e cioè, che la maggior parte dei mali di questa terra, di questa umanità, siano stati generati dai luoghi comuni. Bhè, è ovviamente un paradosso. Ma credo anche che le migliaia di sigarette che ha fumato nel corso della sua lunga vita, si siano sentite orgogliose di avergli fatto compagnia durante la stesura dei suoi scritti o dei suoi momenti di riflessione. In trasmissione avrebbe potuto parlare di tutto e sono sicuro che possa e sappia parlare di tutto. Una lucidità da fare invidia ad un trentenne (figuriamoci a me che di anni ne ho 54 anni)…tra la domanda della Berlinguer e la sua risposta non trascorreva più di un secondo, sintomo di un immutato piacere alla comunicazione ed alla condivisione del suo pensiero arricchito dalla saggezza di un uomo vissuto.
Grazie a Bianca, ha ripercorso anche ad alcune tappe importanti della sua vita. Da quando, giovane neo nazi fascista (piu’ per induzione paterna che per maturazione personale), in una riunione tenuta da un gerarca nazista, si convinse della vigliaccheria fascista e della follia nazista raggiungendo quella che fu una vera e propria “conversione” al socialismo ed a quello che egli ha intenzionalmente voluto sottolineare, comunismo italiano. Definizione questa che, chi non è comunista non riesce a comprendere ma chi invece lo è stato e lo è sentimentalmente ancora, non puo’ non commuoversi e lasciarsi ad un malinconico sorriso stile“amarcord”.
“Dei politici moderni, nessuno mi esalta o è esaltante (sostanzialmente questa la sua risposta su esplicita domanda della Berlinguer)…i politici veri, erano e sono stati quelli del dopoguerra”. In pratica tutti quelli dalla nascita della Repubblica e di tutto l’arco costituzionale, indicandone  la fine con Aldo Moro ed il suo omicidio,  passando per il padre della conduttrice.
Sui vaccini, si è espresso favorevolmente (giustamente! n.d.r.) riuscendo ad essere anche su tale argomento, un epico narratore della sua esperienza giovanile di quando, giovanissimo, una volta sottoposto a vaccinazione, si doveva stare a letto a riposare e, stando a letto, si poteva leggere. “Ecco: vaccinarsi e stare a letto dopo la vaccinazione è importante perché così si puo’ leggere tranquillamente a letto”. Geniale!
Ha parlato della sua cecità…che è una condizione e non un handicap dopo tanti anni. Ha detto che vede grazie ai ricordi…ha parlato del suo ultimo libro che uscirà il 28 settembre prossimo, libro che scrive “sotto dettatura”..massimo tre pagine al giorno.
Libro che forse non leggero’.
Preferisco ascoltarlo e vederlo parlare. 


domenica 14 maggio 2017

COSTA CONCORDIA: LA CASSAZIONE CONFERMA LA CONDANNA A SCHETTINO: 16 ANNI

16 anni..quasi l’ergastolo.
Finalmente la Cassazione si è espressa sulla vicenda della Costa Concordia e sulle responsabilità del Comandate Schettino. 16 anni di carcere ad un uomo responsabile di tante colpe e di molte omissioni, responsabile soprattutto, della morte di 32 persone.
 Certo, di cose strane nei pressi dell’Isola del Giglio, quella sera, ne capitarono tante, forse troppe e tutte, paradossalmente, verificatesi a poche centinaia di metri dalla terra ferma, ad un palmo dalla salvezza, una salvezza che non c’è stata perché niente ha funzionato, ma perché cio’ che è accaduto, non doveva assolutamente accadere.


Ma il cosiddetto  “inchino” da parte delle navi da crociera nei pressi delle isole piu rinomate del mondo, veniva tollerato cecamente dalla autorità, ed ossequiosamente eseguito dai Comandanti delle navi da crociera le cui Compagnie comandavano di eseguirlo perché, sembra, addirittura menzionato nelle brochure pubblicitarie dei programmi delle crociere. Finchè è andato bene, tutto bene.
 Tutti applaudivano, tutti erano contenti. Anche quella sera, l’Isola del Giglio applaudiva orgoglioso “la riverenza” che per l’ennesima volta, una nave da crociera stava rivolgendo ai ricchi turisti dell’isola. Solo che quella sera, le cose non andarono bene, e siccome non andarono bene, si fece e si è fatto in modo di concentrare tutta la responsabilità su Schettino. Schettino il codardo, l’incapace, addirittura l’assassino.
Schettino responsabile anche di tutto quello che non funziono’ nelle manovre di salvataggio degli ospiti della Concordia. Schettino responsabile delle sue azioni, ma anche del personale che non parlava tutte le lingue maggiormente conosciute e necessarie per essere compresi soprattutto in occasioni del genere. Schettino responsabile, ahimè, di aver eseguito l’inchino perché sulle fiancate di quella nave c’era scritto “SCHETTINO CONCORDIA” e non “COSTA CONCORDIA”. Schettino che abbandona la nave, scende con le scialuppe, risale, riscende. 
Poi arriva la tragica telefonata dell’Ammiraglio DE FALCO, l’Autorità che con rigore intende stabilire giustamente, le regole di quel momento, dimenticando forse di tutte quelle non fatte rispettare precedentemente e che indecentemente venivano violate sotto gli occhi di tutti e della stessa Capitaneria di Porto di Livorno.
De Falco l’eroe, Schettino il codardo, l’assassino.  La Costa Crociere che invia una specie di canotto con tecnici per vedere se forse si poteva “apparare” qualche cosa. Io credo che questa brutta storia, per come ci è stata raccontata e per come sia stata gestita anche sotto l’aspetto della giustizia e della sentenza, sia per tanti versi viziata nella forma e nella sostanza. Perché in Italia, o forse nel mondo, ogni qualvolta il caso mette a nudo dinamiche occulte dentro a “sistemi” in cui girano milioni di euro, si cerca sempre di trovare il classico capo espiatorio sulla testa del quale, dovranno cadere tutte le tegole marce. Schettino ha commesso colpe, omissioni, ritardi, comportamenti singoli e specifici che sommati tra di loro, hanno contribuito – NON DETERMINATO  - a che si consumasse quella sera una tragedia. L’istruttoria, i  processi, stranamente molto celeri, si sono conclusi con la conferma in primo grado, in appello e poi in Cassazione della sentenza di 16 anni di carcere per il Comandante della Costa Concordia, Schettino.
Sinceramente, non ci sto. A schettino state attribuite solo aggravanti e nessuna attenuante. Schettino ha subito un processo talmente veloce nonostante le centinaie di posizioni testimoniali, che se in Italia subissero alla stessa maniera tutti veri delinquenti, sarebbe il Paese delle Meraviglie. 16 anni sono quasi un ergastolo, una pena così severa comminata ad una persona per bene che, contrariamente alla sua reale o presunta codardia (io credo piu’ ad un attacco di panico che a quello specifico reato che per configurarsi come tale, deve avere il presupposto della “coscienza e volontà”) ha dimostrato nel corso delle poche interviste che ha rilasciato, senso ed ammissione delle proprie responsabilità relativamente alle proprie mansioni ed al “prevedibile”, consapevolezza di essere l’anello debole di una colonna vertebrale immorale e senza scrupoli. Ma ha dato a tutti una lezione di carattere che nessun codardo, avrebbe potuto. Ben immaginando quale potesse essere l’esito della Cassazione, ha atteso la sentenza fuori al carcere di Rebibbia per recarvisi personalmente, ad avvenuta lettura della sentenza stessa, beffando giornalisti, fotografi e perbenisti forcaioli da “bar dello sport” che avrebbero goduto a vederlo in manette.
Schettino deve pagare e dovrà pagare una pena giusta. Ma sembra, che la stia pagando solo lui ed i familiari delle 32 vittime della COSTA CONCORDIA.
Anche adesso: INGIUSTIZIA E’ FATTA.



almenoparliamone

lunedì 27 febbraio 2017

Il triste ritorno dello squallore qualunquista nella "comicità"del "Magnamose tutto" di Canale 5

Comicità vecchia, come al solito qualunquista, realizzata da un Pierfrancesco Pingitore che si definisce uomo di destra. Fin tanto che la destra o meglio, gli intelligenti della destra patinata, non avranno mai il coraggio di utilizzare come giusto che sia, l'arma pacifica dell'idea anche per sorridere e denigrare con il sorriso, non ci sarà mai una satira di destra o meglio ancora, una comicità di destra. Non è perchè secondo loro, atteso che la satira è di sinistra ( ma lo dicono solo loro), per tenersi fuori, non vogliano farla?..e che peccato c'è?...tornando allo spettacolo andato in onda stasera su Canale 5, la Marini, Pamela Prati e Martufello invece, li vedo molto bene alle varie Sagre della Porchetta, ma non in Tv autoconvincendosi di essere bravi (ma lo sono mai stati?), spiritosi e all'avanguardia. Un invito? Cambiate canale! 

martedì 13 dicembre 2016

Piccole Pillole di Saggezza

Ci si accorge che il tempo passa, quando nella bilancia personale del dare e avere, o meglio ancora, dell’aver dato e del dover avere, ci si imbatte negli sbalzi di umore, nella carenza alla sopportazione verso le sciocchezze, all’insofferenza totale per gli atteggiamenti fondati sulla stupidità altrui senza possibilità di recupero.
In pratica queste situazioni, sono quelle “piccole pillole di saggezza” che dopo un pò di anni trascorsi a bivaccare sulla terra, si maturano e che, se se ne ha la voglia e l’opportunità, si possono all’occorrenza distribuire. Ma ne vale la pena poi?
Il problema è proprio questo. Ammettere che taluno possa avere accumulato esperienza di vita attraverso episodi particolari che ne hanno segnato la propria esistenza, non è da tutti. Molti, forse troppi, ritengono di essere nati con il gene della saggezza;  io invece, ritengo che ci possa essere una predisposizione ma non di certo la sicurezza che la si possa raggiungere.
Il punto forse è proprio questo. Tutto verte e gira intorno all’umiltà che, ne sono certo, è una dote ormai in via di estinzione, forse non è mai esistita, forse una reminiscenza, un concetto, un’invenzione dialettica dei pensatori comportamentisti per sintetizzare che l’uomo ha possibilità di migliorare solo attraverso l’umiltà, sposandola ad una conseguente evoluzione attraverso la quale essa assume solo il significato di un sinonimo grammaticale, ad un potenziale miglioramento della condizione individuale soprattutto nei rapporti verso gli altri.
Io stesso, che sto perdendo tempo a scrivere queste righe, non ho per nulla il senso dell’umiltà perché nell’avere la pretesa di chiarirla, do per scontato di essere appunto umile, oltre che saccentemente saggio. Proprio così. E so anche perché sto errando e mi sto “atteggiando a pensatore”. Perché? Perché forse sono sostanzialmente un insoddisfatto, forse infelice, quasi certamente incapace di gestire adeguatamente le mie emozioni, reazioni, dare consigli o peggio ancora – e per me è un gran rammarico – rappresentare di essere un esempio positivo verso coloro i quali ho interessi affettivi, familiari ed amicali.
Certo, importanti sono le condizioni, gli stati di cose in cui ognuno di noi si trova a consumare la propria esistenza all’interno della quale, non sempre (io aggiungerei quasi mai) si è “artefici del proprio destino”. Quante volte ci siamo trovato in situazioni piacevoli o spiacevoli, senza averne contribuito minimamente il nostro coinvolgimento? La verità è che spesso ci troviamo solo per caso, al posto sbagliato nel momento sbagliato. Come si dice..è il caso..e se è un caso, saggiamente uno dovrebbe prenderne atto e andare oltre. Ma è proprio questa pretesa di volersi spiegare ogni “come” ed “ogni perché” a renderci infelici, insoddisfatti, pericolosamente irascibili, inevitabilmente ed inconsapevolmente “auto lesionisti”.
Puo’ essere questa una spiegazione al proprio malumore, malessere. Non lo so…a me questi concetti, queste riflessioni, queste piccole pillole di saggezza, vengono di getto e proprio per questo, sarebbe meglio “gettarle”.
Si..sarebbe sicuramente meglio.

almenoparliamone