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domenica 14 marzo 2021
Appena riesco, eliminero' un post che mi venne chiesto caldamente di pubblicare e che oggi, invece, per vie indirette, mi viene chiesto di eliminare. I motivi, non mi riguardano, ma su un blog, così come si spiegano i motivi per cui si pubblica qualsiasi cosa, è giusto e doveroso per l'autore stesso, dover spiegare che lo si elimina a maggior ragione, in assenza di motivazioni. Ci sto provando, ma ancora non ci sono riuscito. Quando non ci sarà più, vorrà dire che ci sono riuscito.
lunedì 13 luglio 2020
Shh...silenzio
"...se si avesse consapevolezza che il tempo non è fermo ma è qualcosa che "scorre", si lotterebbe di piu' per occuparlo in silenzio. Ma il silenzio, non lo decido io".
domenica 24 maggio 2020
Democrazia si: ma con più repressione
LA DITTATURA DEL COVID-19
Se per dittatura s’intende applicare le norme vigenti ed approvate
sinergicamente ad organismi sanitari accreditati da quello mondiale della
sanità, che ben venga la dittatura. La solita stampa qualunquista taglia i
video e mette in rete solo la parte che fa comodo per distogliere la gente
dall’informazione corretta facilitando il fenomeno terroristico delle fake news
a cui molti ingenui, purtroppo, abboccano, maturando convincimenti non solo
sbagliati, ma pericolosi per sè e per gli altri. Le Forze di Polizia dopo tre
mesi che hanno fatto gli “operatori sanitari” per reprimere e sanzionare gli
scellerati che con la loro ignoranza egoista mettevano in pericolo la vita di
tutti noi, dopo essere stati presi in giro da tutti, ripresi con video in cui
venivano offesi, oltraggiati, delegittimati e quant’altro, ora sono gli UNICI
che possono e devono fare in modo che non si ripresentino nuovi focolai, che
non aumenti il numero dei contagi, che non tornino ad aumentare i morti per il
COVID-19. Se per dittatura s’intende, essere salvaguardati nel diritto
sacrosanto della propria salute, dei propri figli e dei propri cari, ben
vengano anche ulteriori forme di repressione. Quali? Ad esempio: ti becco a
fare assembramento? Non solo ti multo, ma dalla banca dati in cui si viene
normalmente e giustamente inseriti ogni qualvolta chiunque viene controllato
dalla Forze dell’ordine, se ti becchi il covid a seguito del tuo comportamento
scellerato, allora ti faccio pagare tutte le spese che lo stato deve sostenere
per curarti ovvero: 2500 euro al giorno per la terapia intensiva, piu’ 6-700
euro di farmaci al giorno. Fatti un po i conti! In che modo ti faccio
pagare le cure per la tua scellerata condotta? Semplice, con recupero coatto
della somma dallo stipendio, dalla pensione, pignorandoti la casa o
prelevandoteli dalla buonuscita, senza se e senza ma. E se non hai nulla,
braccialetto elettronico e lavoro forzato presso strutture dello stato, in ragione
e in misura della durata della degenza. E inoltre: all’atto della scoperta del
vaccino, vaccino obbligatorio a partire da tutti gli over 60 anni perché al di
là delle convinzioni e delle teorie che ognuno di noi deve giustamente avere,
in questa condizione, si è ampiamente dimostrato che l’uomo non è in grado
nemmeno di salvaguardare la propria salute e siccome, per far guarire i malati
in genere ma soprattutto gli scellerati, vi è un costo sociale, allora vaccino
e zitti!...in ogni caso..che Dio ce la mandi buona. Ma la fase due la vedo
dura….
Sergio Avilio lgt
lunedì 26 agosto 2019
...mestiere di merda: CARABINIERE!
....mestiere di merda: CARABINIERE
Un mestiere di merda, quello del Carabiniere, si diceva anni fa, (intendendo tutti..poliziotti, finanzieri, vigili urbani ecc…), e forse, sotto sotto, è vero. Ma non perché non sia gratificante, tutt’altro. Sfido chiunque ad indicare un lavoro che nel corso della tua vita ti offra tante soddisfazioni, tante gratificazioni, riconoscimenti dalla gente comune, (la “brava gente” come si dice dalle mie parti). Non esiste al mondo un mestiere più bello di questo che ogni giorno ti fa sentire utile prima a te stesso, alla tua famiglia e poi agli altri e quest’ordine scandito, vi assicuro, è quello reale, quello che ognuno di noi ha ben ordinato nella propria testa e nel proprio cuore. Nessun lavoro ti regalerà tante esperienze e tanti ricordi da poter raccontare con nostalgia, quando si avrà la fortuna di diventare vecchi, magari con un nipotino che ti ascolta con l’orgoglio di stare vicino ad un super eroe. Il problema è proprio questo: che tutti credono che in alcune situazioni siamo dei super eroi, che il male e la cattiveria invincibile per gli altri, non lo sia per noi. Ed a volte, senza volerlo, lo pensiamo anche noi, non per presunzione o mania di grandezza, ma perché crediamo così tanto in quello che facciamo e sulla necessità di agire sempre per il fine comune che a volte ci spingiamo sempre oltre, mirando solo all’obiettivo, cercando la soluzione, ottenendo spesso il risultato. Più vai avanti con questo lavoro, e più ti convinci che devi fare, che non ti puoi sottrarre, che per molti tu sei l’ultima spiaggia, il mezzo attraverso il quale lo Stato garantisce a chiunque la sua presenza, per la salvaguardia dei diritti e della sua libertà. Perché i diritti, la libertà, possono essere mantenuti solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole, delle leggi e chi non le rispetta, toglie inevitabilmente libertà, spazi, diritti, minacciando la stessa democrazia. Spesso ci va bene, altre meno, altre volte ancora…peggio. Quando va peggio, si versano lacrime su del sangue versato attribuito dopo, ad un eroe. E quel sangue versato, forse non tutti ci pensano, è solo il prezzo che ha anticipato quel “puffo” in divisa, ma che di fatto, è il prezzo che tutti gli onesti pagano, con quella sconfitta, la perdita di un’altra grande fetta di diritti, di libertà e dignità.
Riposa in pace collega.
sabato 2 giugno 2018
E.S. 17 Emanuele Sibillo. Il boss della paranza dei bambini di Forcella
Tragiche combinazioni di una vita e di un destino forse segnato, forse voluto o peggio ancora, cercato. Era forse destino che il Magistrato Dr. Catello Maresca incontrasse per caso e per dovere d'Ufficio Emanuele Sibillo in carcere, con in mano il libro di quello stesso magistrato che un giorno indagherà sui "giovani di paranza" napoletani e sul suo indiscusso boss.
Era forse destino che durante quell'intervista realizzata dall'allora detenuto minore, il futuro boss della paranza di Forcellla, intervistasse un napoletano intelligente e colto (SAMUELE CIAMBRIELLO) che rispondendo alla sua domanda sull'illegalità diffusa tra i giovanissimi di napoli, stava dandogli la giusta soluzione per sconfiggere la camorra o per stare lontana da essa: "...ci vuole un profilo professionale e il titolo di studio... sono le cose fondamentali".
Emanuele come si sa, ma come tanti altri giovanissimi come lui, non sceglierà nessuna delle due cose, ma l'altra, quella che a poco piu' di 19 anni con un figlio in fasce ed una giovanissima compagna, lo porterà alla morte facendolo diventare per alcuni (ma sempre troppi), un mito, per altri, uno che se l'è cercata e che in fondo, gli sta bene pure.
Personalmente, pur rispettando il valore ed il dolore del lutto, da qualsiasi parte venga, non mi sfiora per nulla il pensiero o il rammarico per la morte, o meglio, la fine di Emanuele Sibillo. La sua morte, sinceramente, pur se prematura, perdonatemi, non mi addolora per nulla.
E allora: perchè sto scrivendo?...
....penso a suo figlio!
venerdì 20 ottobre 2017
NASCE "CHECCOPOLI" (sei etero?..no, sei omofobo! Grande Fratello VIP)
L’omofobia è ben altro di quello
che tentano di propinarci gli eterofili di un reality scassapalle come il Grande
Fratello. Si. Perché all’ormai inflazionata tendenza di vedere omofobi ed
omofobia dappertutto, i bacchettoni impallettati e ridicolarmente travestiti
con piume d’oche, fondotinti e mascare, ne hanno fatto nascere un’altra
parimenti violenta e pericolosa: l’eterofobia. Oggi ti è vietato provare ed
esternare una sensazione di istintivo schifo o ribrezzo nel vedere due persone dello
stesso che si baciano in bocca, che sei omofobo. Non puoi irritarti verso
atteggiamenti forzatamente mascolinizzati o effemminati, che sei omofobo. Non
puoi definirti totalmente etero nel corpo e nella mente che sei omofobo.
Allora: premesso che nessuno deve mettere paletti a nessuno attorno alla
propria libertà individuale, ideologica, religiosa, sessuale e quant’altro, non
vedo perchè se li accetti in parte, vieni etichettato ostico ad essi senza che
ti venga data la possibilità di replicare. Al massimo puoi difenderti, come se ti
fossi unto di chissà quale delitto. Ma stiamo scherzando? Cerchiamo anche di
mettere un poco d’ordine nelle cose, perché a mio parere, c’è qualcosa che non
va, ovvero: le conquiste ottenute dai gay.
Ebbene costoro affermano o
lasciano intendere che, se oggi hanno gli spazi che li spetta è perché sono
essenzialmente ed esclusivamente conquista loro. Premesso che non gareggio con
nessuno, tengo a precisare che ogni battaglia tesa e volta alla conquista di un
diritto calpestato, è una conquista sociale, o meglio, di tutta quella società
che proprio nel proporre il rispetto di diritti accantonati o calpestati, ha
fatto si che gli stessi avessero il giusto rispetto. Non mi sembra in modo piu’
assoluto, che i gay oggi hanno le medesime opportunità e ruoli degli etero
perché si sono battuti da soli. Tutte le persone intelligenti, civili,
sostanzialmente libere e democratiche, hanno contribuito a questa
trasformazione sociale, tutti. Se poi vogliamo considerare che gli etero mi sembra
siano di piu’ degli omo, allora, se la matematica non è un’opinione, mi sembra
scorretto che questi ultimi rivendicano essenzialmente ad essi stessi queste
vittorie poste all’insegna della civiltà e della libertà. La società civile,
quindi, non ha sesso o preferenze sessuali, ma solo desiderio di libertà e di
rispetto.
Ma la conquista, o direi io,
l’aver messo un po d’ordine in una società molto confusa sul tema
dell’omosessualità, non deve assolutamente oscurare altri diritti e quindi
altre libertà di chi omosessuale, non lo è oppure non lo è ancora.
Tornando
all’inizio di quest’articolo, non vedo perché in una società civile, moderna,
io, che non mi sento e non sono omofobo, non possa manifestare liberamente i
miei fastidi verso atteggiamenti forzati, i miei limiti e la difesa del mio essere etero. Qualcuno mi
spiega che senso e che significato sociale, culturale, antropologico, politico
ecc…ha avuto il bacio saffico “ordinato” da Miss Signorini a Belen e alla Blasy?
Quale messaggio culturale, rivoluzionario poteva celarsi da un atteggiamento
“commissionato”, palesemente indesiderato, non condiviso e sfociato nel bacio
tra le due donne (tra l’altro) manifestatamente etero convinte? Forse il fine
era solo quello di eccitare la fantasia perversa di qualche spettatore,
Signorini tra i primi il quale, se non la pensi come lui, diventi omofobo. Certo:
quel saccente pozzo di cultura di Signorini, con quell’invito “a comando”
rivolto alle due subrettine, ha cancellato decenni di lotta per i diritti dei
gay, riducendo ad un continuo esibirsi una situazione, una condizione che come
i baci, quelli veri e non quelli a fronte di qualsiasi corrispettivo, restano
un gesto intimo per quello che vuole comunicare e non una pagliacciata solo per
dire che anche due eteri possono baciarsi in bocca. Perché è una grandissima
stronzata: nessun etero sogna di baciare
in bocca una persona dello stesso sesso. Quel bacio tra belen e la blasy
quindi, resta un gesto squallido e fine
a se stesso tra le due subrettine serve del prof. Signorini, una mera
prestazione morbosa compresa forse nella scaletta della trasmissione, concertata
tra le “varie ed eventuali” e certamente ben remunerata considerato quanto
guadagnano le due.
Dite voi, se vi pare una cosa
decente o quanto meno, seria.
Io sono per una società libera dove
appunto la mia libertà non collide con quella degli altri. Se belen e ilary
avevano realmente desiderio di baciarsi, nessun problema: forse mi sarei forse
girato dall’altra parte perché come quello tra due uomini, anche il bacio
saffico mi infastidisce molto e mi da di stomaco, tuttavia non avrei eccepito. Le
due subrettine che si sono prestate a quel giochetto da commedia italiana hanno
trasmesso tutto, tranne che un messaggio di libertà e di emancipazione, anzi,
sono risultate piu’ ridicole, volgare e serve vendendo al miglior offerente (in
questo caso l’audience e il vojeurismo paradossalmente maschilista e sessuofobo
di signorini) la propria coerenze per un pugno di ascoltatori in più. Assistere
alla quotidiana edificazione di “checcopoli” mi irrita, mi infastidisce, mi
innervosisce, mi da di stomaco, non mi fa sorridere e non mi fa nemmeno provare
alcun senso di compassione verso chi, come il povero Malgioglio attizzato da
signorini, non veste i reali abiti del Malgioglio uomo, gay, cantante, artista
o meglio, se stesso: ma semplicemente quelli di (dicendola in gergo nazional
popolare….terra terra) una checca colorata che fa e farà soltanto ridere come
da sempre quando sculetta, perché accostabile ad un buffone da quattro soldi
che tenta di essere spiritoso senza rendersi conto che sta perdendo la faccia,
la dignità e soprattutto, la propria
libertà. Nulla contro gay. Assolutamente! Ma sono fortemente contro e contrario ad ogni forma
di etichettare come cultura e conquista di diritti, il checchismo forzato e
provocatorio; quel checchismo che se ne
fotte di chi non forza davanti agli altri le proprie effusioni, carezze o
tenerezze per dimostrare che è etero. Perché poi alla fine, è solo un problema
di apparenza e di apparire….di farsi spiare dal buco della serratura
preoccupandosi di togliere la chiave dalla toppa perché si veda meglio. Che Dio
abbia pietà di Signorini, Malgioglio e similari. Belen e Illary….squallide piu
del solito.
Amen
almenoparliamone
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