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domenica 14 marzo 2021

Intervista ad un negazionista - Un'ora sola Vi vorrei 06/10/2020

Intervista ad un negazionista. 



 


Appena riesco, eliminero' un post che mi venne chiesto caldamente di pubblicare e che oggi, invece, per vie indirette,  mi viene chiesto di eliminare. I motivi, non mi riguardano, ma su un blog, così come si spiegano i motivi per cui si pubblica qualsiasi cosa, è giusto e doveroso per l'autore stesso, dover spiegare che lo si elimina a maggior ragione, in assenza di motivazioni. Ci sto provando, ma ancora non ci sono riuscito. Quando non ci sarà più, vorrà dire che ci sono riuscito.

lunedì 13 luglio 2020

Shh...silenzio

"...se si avesse consapevolezza che il tempo non è fermo ma è qualcosa che "scorre", si lotterebbe di piu' per occuparlo in silenzio. Ma il silenzio, non lo decido io".

domenica 24 maggio 2020

Democrazia si: ma con più repressione




LA DITTATURA DEL COVID-19



Se per dittatura s’intende applicare le norme vigenti ed approvate sinergicamente ad organismi sanitari accreditati da quello mondiale della sanità, che ben venga la dittatura. La solita stampa qualunquista taglia i video e mette in rete solo la parte che fa comodo per distogliere la gente dall’informazione corretta facilitando il fenomeno terroristico delle fake news a cui molti ingenui, purtroppo, abboccano, maturando convincimenti non solo sbagliati, ma pericolosi per sè e per gli altri. Le Forze di Polizia dopo tre mesi che hanno fatto gli “operatori sanitari” per reprimere e sanzionare gli scellerati che con la loro ignoranza egoista mettevano in pericolo la vita di tutti noi, dopo essere stati presi in giro da tutti, ripresi con video in cui venivano offesi, oltraggiati, delegittimati e quant’altro, ora sono gli UNICI che possono e devono fare in modo che non si ripresentino nuovi focolai, che non aumenti il numero dei contagi, che non tornino ad aumentare i morti per il COVID-19. Se per dittatura s’intende, essere salvaguardati nel diritto sacrosanto della propria salute, dei propri figli e dei propri cari, ben vengano anche ulteriori forme di repressione. Quali? Ad esempio: ti becco a fare assembramento? Non solo ti multo, ma dalla banca dati in cui si viene normalmente e giustamente inseriti ogni qualvolta chiunque viene controllato dalla Forze dell’ordine, se ti becchi il covid a seguito del tuo comportamento scellerato, allora ti faccio pagare tutte le spese che lo stato deve sostenere per curarti ovvero: 2500 euro al giorno per la terapia intensiva, piu’ 6-700 euro di farmaci al giorno. Fatti un po i conti!  In che modo ti faccio pagare le cure per la tua scellerata condotta? Semplice, con recupero coatto della somma dallo stipendio, dalla pensione, pignorandoti la casa o prelevandoteli dalla buonuscita, senza se e senza ma. E se non hai nulla, braccialetto elettronico e lavoro forzato presso strutture dello stato, in ragione e in misura della durata della degenza. E inoltre: all’atto della scoperta del vaccino, vaccino obbligatorio a partire da tutti gli over 60 anni perché al di là delle convinzioni e delle teorie che ognuno di noi deve giustamente avere, in questa condizione, si è ampiamente dimostrato che l’uomo non è in grado nemmeno di salvaguardare la propria salute e siccome, per far guarire i malati in genere ma soprattutto gli scellerati, vi è un costo sociale, allora vaccino e zitti!...in ogni caso..che Dio ce la mandi buona. Ma la fase due la vedo dura….
Sergio Avilio lgt

lunedì 26 agosto 2019

...mestiere di merda: CARABINIERE!

....mestiere di merda: CARABINIERE
Un mestiere di merda,  quello del Carabiniere, si diceva anni fa, (intendendo tutti..poliziotti, finanzieri, vigili urbani ecc…), e forse, sotto sotto, è vero. Ma non perché non sia gratificante, tutt’altro. Sfido chiunque ad indicare un lavoro che nel corso della tua vita ti offra tante soddisfazioni, tante gratificazioni, riconoscimenti dalla gente comune, (la “brava gente” come si dice dalle mie parti). Non esiste al mondo un mestiere più bello di questo che ogni giorno ti fa sentire utile prima a te stesso, alla tua famiglia e poi agli altri e quest’ordine scandito, vi assicuro, è quello reale, quello che ognuno di noi ha ben ordinato nella propria testa e nel proprio cuore. Nessun lavoro ti regalerà tante esperienze e tanti ricordi da poter raccontare con nostalgia, quando si avrà la fortuna di diventare vecchi, magari con un nipotino che ti ascolta con l’orgoglio di stare vicino ad un super eroe. Il problema è proprio questo: che tutti credono che in alcune situazioni siamo dei super eroi, che il male e la cattiveria invincibile per gli altri, non lo sia per noi. Ed a volte, senza volerlo, lo pensiamo anche noi, non per presunzione o mania di grandezza, ma perché crediamo così tanto in quello che facciamo e sulla necessità di agire sempre per il fine comune che a volte ci spingiamo sempre oltre, mirando solo all’obiettivo, cercando la soluzione, ottenendo spesso il risultato. Più vai avanti con questo lavoro, e più ti convinci che devi fare, che non ti puoi sottrarre, che per molti tu sei l’ultima spiaggia, il mezzo attraverso il quale lo Stato garantisce a chiunque la sua presenza, per la salvaguardia dei diritti e della sua libertà. Perché i diritti, la libertà, possono essere mantenuti solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole, delle leggi e chi non le rispetta, toglie inevitabilmente libertà, spazi, diritti, minacciando la stessa democrazia. Spesso ci va bene, altre meno, altre volte ancora…peggio. Quando va peggio, si versano lacrime su del sangue versato attribuito dopo, ad un eroe. E quel sangue versato, forse non tutti ci pensano, è solo il prezzo che ha anticipato quel “puffo” in divisa, ma che di fatto, è il prezzo che tutti gli onesti pagano, con quella sconfitta, la perdita di un’altra grande fetta di diritti, di libertà e dignità.
 Riposa in pace collega.

sabato 2 giugno 2018

E.S. 17 Emanuele Sibillo. Il boss della paranza dei bambini di Forcella




Tragiche combinazioni di una vita e di un destino forse segnato, forse voluto o peggio ancora, cercato. Era forse destino che il Magistrato Dr. Catello Maresca incontrasse per caso e per dovere d'Ufficio Emanuele Sibillo in carcere, con in mano il libro di quello stesso magistrato che un giorno indagherà sui "giovani di paranza" napoletani e sul suo indiscusso boss.
 Era forse destino che durante quell'intervista realizzata dall'allora detenuto minore, il futuro boss della paranza di Forcellla, intervistasse un napoletano intelligente e colto (SAMUELE CIAMBRIELLO) che rispondendo alla sua domanda sull'illegalità diffusa tra i giovanissimi di napoli, stava dandogli la giusta soluzione per sconfiggere la camorra o per stare lontana da essa: "...ci vuole un profilo professionale e il titolo di studio... sono le cose fondamentali". 
Emanuele come si sa, ma come tanti altri giovanissimi come lui, non sceglierà nessuna delle due cose, ma l'altra, quella che a poco piu' di 19 anni con un figlio in fasce ed una giovanissima compagna, lo porterà alla morte facendolo diventare per alcuni (ma sempre troppi), un mito, per altri, uno che se l'è cercata e che in fondo, gli sta bene pure.
Personalmente, pur rispettando il valore ed il dolore del lutto, da qualsiasi parte venga, non mi sfiora per nulla il pensiero o il rammarico per la morte, o meglio, la fine di Emanuele Sibillo. La sua morte, sinceramente, pur se prematura, perdonatemi, non mi addolora per nulla.
E allora: perchè sto scrivendo?...
....penso a suo figlio!