Ci lascia Roul Casadei. Un ItaloRomagnolo doc. A dispetto di tanti con la puzza sotto il naso, dopo la musica napoletana, ha fatto apprezzare in tutto il mondo, un sound popolare, allegro, raffinato, coinvolgente, intelligente. Ognuno di noi, deve dirgli grazie perchè almeno una volta nella propria vita, ha gioito e sorriso, al ritmo della sua musica. Uomo semplice, comunista d'altri tempi, porta con se una fetta importante della cultura italiana. Grazie Maestro.
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domenica 14 marzo 2021
Appena riesco, eliminero' un post che mi venne chiesto caldamente di pubblicare e che oggi, invece, per vie indirette, mi viene chiesto di eliminare. I motivi, non mi riguardano, ma su un blog, così come si spiegano i motivi per cui si pubblica qualsiasi cosa, è giusto e doveroso per l'autore stesso, dover spiegare che lo si elimina a maggior ragione, in assenza di motivazioni. Ci sto provando, ma ancora non ci sono riuscito. Quando non ci sarà più, vorrà dire che ci sono riuscito.
lunedì 13 luglio 2020
Shh...silenzio
"...se si avesse consapevolezza che il tempo non è fermo ma è qualcosa che "scorre", si lotterebbe di piu' per occuparlo in silenzio. Ma il silenzio, non lo decido io".
domenica 24 maggio 2020
Democrazia si: ma con più repressione
LA DITTATURA DEL COVID-19
Se per dittatura s’intende applicare le norme vigenti ed approvate
sinergicamente ad organismi sanitari accreditati da quello mondiale della
sanità, che ben venga la dittatura. La solita stampa qualunquista taglia i
video e mette in rete solo la parte che fa comodo per distogliere la gente
dall’informazione corretta facilitando il fenomeno terroristico delle fake news
a cui molti ingenui, purtroppo, abboccano, maturando convincimenti non solo
sbagliati, ma pericolosi per sè e per gli altri. Le Forze di Polizia dopo tre
mesi che hanno fatto gli “operatori sanitari” per reprimere e sanzionare gli
scellerati che con la loro ignoranza egoista mettevano in pericolo la vita di
tutti noi, dopo essere stati presi in giro da tutti, ripresi con video in cui
venivano offesi, oltraggiati, delegittimati e quant’altro, ora sono gli UNICI
che possono e devono fare in modo che non si ripresentino nuovi focolai, che
non aumenti il numero dei contagi, che non tornino ad aumentare i morti per il
COVID-19. Se per dittatura s’intende, essere salvaguardati nel diritto
sacrosanto della propria salute, dei propri figli e dei propri cari, ben
vengano anche ulteriori forme di repressione. Quali? Ad esempio: ti becco a
fare assembramento? Non solo ti multo, ma dalla banca dati in cui si viene
normalmente e giustamente inseriti ogni qualvolta chiunque viene controllato
dalla Forze dell’ordine, se ti becchi il covid a seguito del tuo comportamento
scellerato, allora ti faccio pagare tutte le spese che lo stato deve sostenere
per curarti ovvero: 2500 euro al giorno per la terapia intensiva, piu’ 6-700
euro di farmaci al giorno. Fatti un po i conti! In che modo ti faccio
pagare le cure per la tua scellerata condotta? Semplice, con recupero coatto
della somma dallo stipendio, dalla pensione, pignorandoti la casa o
prelevandoteli dalla buonuscita, senza se e senza ma. E se non hai nulla,
braccialetto elettronico e lavoro forzato presso strutture dello stato, in ragione
e in misura della durata della degenza. E inoltre: all’atto della scoperta del
vaccino, vaccino obbligatorio a partire da tutti gli over 60 anni perché al di
là delle convinzioni e delle teorie che ognuno di noi deve giustamente avere,
in questa condizione, si è ampiamente dimostrato che l’uomo non è in grado
nemmeno di salvaguardare la propria salute e siccome, per far guarire i malati
in genere ma soprattutto gli scellerati, vi è un costo sociale, allora vaccino
e zitti!...in ogni caso..che Dio ce la mandi buona. Ma la fase due la vedo
dura….
Sergio Avilio lgt
lunedì 26 agosto 2019
...mestiere di merda: CARABINIERE!
....mestiere di merda: CARABINIERE
Un mestiere di merda, quello del Carabiniere, si diceva anni fa, (intendendo tutti..poliziotti, finanzieri, vigili urbani ecc…), e forse, sotto sotto, è vero. Ma non perché non sia gratificante, tutt’altro. Sfido chiunque ad indicare un lavoro che nel corso della tua vita ti offra tante soddisfazioni, tante gratificazioni, riconoscimenti dalla gente comune, (la “brava gente” come si dice dalle mie parti). Non esiste al mondo un mestiere più bello di questo che ogni giorno ti fa sentire utile prima a te stesso, alla tua famiglia e poi agli altri e quest’ordine scandito, vi assicuro, è quello reale, quello che ognuno di noi ha ben ordinato nella propria testa e nel proprio cuore. Nessun lavoro ti regalerà tante esperienze e tanti ricordi da poter raccontare con nostalgia, quando si avrà la fortuna di diventare vecchi, magari con un nipotino che ti ascolta con l’orgoglio di stare vicino ad un super eroe. Il problema è proprio questo: che tutti credono che in alcune situazioni siamo dei super eroi, che il male e la cattiveria invincibile per gli altri, non lo sia per noi. Ed a volte, senza volerlo, lo pensiamo anche noi, non per presunzione o mania di grandezza, ma perché crediamo così tanto in quello che facciamo e sulla necessità di agire sempre per il fine comune che a volte ci spingiamo sempre oltre, mirando solo all’obiettivo, cercando la soluzione, ottenendo spesso il risultato. Più vai avanti con questo lavoro, e più ti convinci che devi fare, che non ti puoi sottrarre, che per molti tu sei l’ultima spiaggia, il mezzo attraverso il quale lo Stato garantisce a chiunque la sua presenza, per la salvaguardia dei diritti e della sua libertà. Perché i diritti, la libertà, possono essere mantenuti solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole, delle leggi e chi non le rispetta, toglie inevitabilmente libertà, spazi, diritti, minacciando la stessa democrazia. Spesso ci va bene, altre meno, altre volte ancora…peggio. Quando va peggio, si versano lacrime su del sangue versato attribuito dopo, ad un eroe. E quel sangue versato, forse non tutti ci pensano, è solo il prezzo che ha anticipato quel “puffo” in divisa, ma che di fatto, è il prezzo che tutti gli onesti pagano, con quella sconfitta, la perdita di un’altra grande fetta di diritti, di libertà e dignità.
Riposa in pace collega.
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