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domenica 28 settembre 2008

Bentornato, Fernando!!


Si tratta del settimo vincitore di GP nel corso dell'anno, a testimonianza di un campionato molto equilibrato. Alonso tuttavia è stato favorito da un paio di momenti chiave. Alla partenza Massa manteneva la leadership conquistata in qualifica, seguito da Hamilton, Raikkonen e Kubica. Perdeva due posizioni Kovalainen, passato da Vettel e Glock, Heidfeld e Trulli scavalcavano Rosberg alle spalle del quale si trovavano Nakajima e Alonso, bravo a recuperare due piazze ai danni di Webber e Button. Poi Coulthard, Bourdais, Barrichello e Piquet; fanalini di coda le due Force India con Fisichella ultimo in quanto partito dai box.Massa e Hamilton facevano l'andatura durante le prime tornate, ma Raikkonen si riprendeva siglando il giro più veloce in gara per la decima volta nella stagione (eguagliando il record che gli appartiene assieme a Michael Schumacher), e portandosi a ridosso della McLaren. Nelle retrovie c'era una grande bagarre messa in atto da Rosberg e Alonso, gli unici a partire con gomme morbide e quindi meno performanti. Rosberg riusciva ad avere la meglio sul pesantissimo Trulli, superato successivamente anche da Nakajima e Alonso, dal primo giro ai ferri corti. L'ex campione del mondo era il primo a rifornire al dodicesimo giro, montando pneumatici duri e un quantitativo di carburante necessario per modificare la strategia di gara dalle previste tre alle sole due soste. Una mossa estremamente fortunata, visto che un paio di tornate più tardi il compagno di squadra Piquet urtava violentemente contro il muro costringendo l'intervento della safety-car. Rosberg e Kubica dovevano fermarsi nonostante la pit-lane fosse ancora chiusa, e così faceva Barrichello che per un problema tecnico si fermava in mezzo alla pista proprio durante il periodo di stasi della gara. All'apertura della corsia dei box tutti si affrettavano a rifornire, ad eccezione ovviamente di Alonso, Trulli e Fisichella, entrambi gravidi di carburante.Proprio in questo frangente si consumava la disfatta della Ferrari: Massa ripartiva con il tubo della benzina ancora ancorato alla monoposto, e doveva fermarsi all'uscita dei box nell'attesa che qualche meccanico andasse a toglierla; Raikkonen, fermo alle sue spalle, perdeva ulteriore tempo proprio a causa della rottura dell'apparecchio di rifornimento. Per Massa i guai non erano finiti, visto che, nell'uscita, aveva ostacolato l'accorrente Sutil: mentre a Valencia tale manovra gli era stata perdonata, a Singapore gli veniva inflitto un drive-through. Al termine della girandola dei pit-stop Rosberg si trovava così in testa al gruppo seguito da Trulli, Fisichella, Kubica, Alonso, Webber, Coulthard, Hamilton, Glock, Vettel, Heidfeld, Nakajima, Button, Kovalainen, Raikkonen, Sutil, Massa e Bourdais.Per Alonso la strada era spianata, dal momento in cui di li a poco sia Rosberg che Kubica avrebbero dovuto scontare la penalità addirittura di uno stop and go di 10 secondi, mentre Trulli e Fisichella si avvicinavano inesorabilmente al loro unico cambio gomme. Rosberg tuttavia poteva sfruttare la strada libera per creare un vero e proprio vuoto con Trulli, più lento di due secondi al giro: tuttavia questo non gli era sufficiente per ritornare in pista al comando, ma solamente alle spalle della Renault. Kubica invece, frenato incredibilmente da Fisichella, ritornava in pista alle spalle di Massa, che riusciva a scavalcare poiché la Ferrari decideva di cambiare la strategia del brasiliano anticipandone il secondo pit-stop.Nel frattempo Webber finiva lungo e veniva infilato da Coulthard, Hamilton, Vettel e Heidfeld; Trulli e Fisichella si fermavano a rifornire e Alonso iniziava la cavalcata verso un fortunoso successo. Alle sue spalle infatti Rosberg continuava a perdere terreno, ma era protetto dagli attacchi di Hamilton dal giudizioso Coulthard, che il pilota della McLaren non riusciva proprio a superare. Massa nelle retrovie continuava ad uscire di pista e allora le speranze della Ferrari erano riposte nel solo Raikkonen che, dopo essersi avvantaggiato su Kovalainen passava il lentissimo Trulli (che si sarebbe ritirato, alla pari di Webber, per problemi tecnici) e il rientrante Nakajima, portandosi addirittura negli scarichi di Rosberg dopo che Vettel e Heidfeld si erano fermati per il rifornimento. Il tedesco della Williams intanto entrava per la terza volta ma riusciva a mantenere la piazza d'onore per pochi decimi sulla coppia Coulthard-Hamilton: il pilota della McLaren però era abile a sfruttare il parapiglia creatosi al momento del rientro in pista del figlio di Keke per infilare il collega più esperto. Il campione in carica, grazie a una serie di giri veloci, riusciva alfine a portarsi in quinta posizione, essendo Alonso saldamente al comando davanti a Rosberg, Hamilton e Glock. Le emozioni non erano però finite visto che Massa, autore dell'ennesimo fuori pista, traeva in inganno Sutil e lo costringeva a finire contro le barriere di protezione per evitare il contatto: la safety-car era nuovamente chiamata all'opera e ricompattava il gruppo quando mancavano dieci giri al termine.Alonso ripartiva bene ipotecando così il primo successo del 2008; Rosberg era abile nel tenere a bada Hamilton, meno spavaldo del solito; il resto del gruppo sfilava ordinatamente con Glock davanti a Raikkonen, Vettel davanti a Heidfeld e con l'eccezione dell'esagitato Nakajima che attaccava ad ogni angolo Coulthard per l'ottava posizione.Quando, a quattro tornate dal traguardo, tutto sembrava ormai scritto, l'incompetente Raikkonen aggiungeva un'altra pietra dello scandalo alla tragicomica stagione finendo contro il muretto e permettendo così alla McLaren di sopravanzare la Ferrari in graduatoria costruttori. Quinto quindi terminava la gara l'eccezionale Vettel, davanti a Heidfeld, Coulthard e Nakajima. Fuori dalla zona punti il coraggioso Button, l'inguardabile Kovalainen, il compassato Kubica. Dodicesimo Bourdais; il patetico Massa riusciva a terminare la gara solo davanti al lento Fisichella.Con questo successo la Renault si riappropria del quarto posto in classifica, davanti a Toyota e Toro Rosso. Come detto la McLaren scavalca la Ferrari in vetta; si fa sotto in misura minore anche la BMW. In graduatoria piloti Hamilton archivia un prezioso +6 da Massa e si porta dunque a sette lunghezze di vantaggio quando mancano tre gare: un buon bottino che gli permetterà di guardare con serenità alle rimanenti prove. Quasi tutto invariato nelle retrovie: Heidfeld però si avvicina a Raikkonen in quarta posizione ed è l'ultimo pilota della lista a non essere ancora escluso dal successo finale dalla matematica.La prossima gara si disputerà sul tracciato del Fuji, in Giappone, tra due settimane

sabato 6 settembre 2008

Noi..ex giovani

I giovani..si sa, sono superficiali, spesso distratti. E’ il loro mestiere….e lo fanno bene, non c’è che dire. Non ascoltano, fanno di testa loro, guardano spesso solo avanti e non prestano attenzione se c’è qualcuno dietro a loro…corrono, corrono…hanno fretta….ma di arrivare dove? Non lo sanno!. Il guaio dov’è? Che nemmeno noi lo sappiamo e spesso, non ce ne interessiamo… e quando loro sono arrivati alla fine della loro corsa, nel frattempo o loro hanno raggiunta la meta..ed allora tutto ok….oppure.. li abbiamo persi.!
Non occorre, a mio parere, una enorme dose di saggezza per fare queste riflessioni. Bisogna far ragionare la testa con il cuore. Se ci interessa un mondo che non si sgretoli al passaggio del tempo, dobbiamo essere noi adulti a rinforzare l’asfalto delle strade dei nostri giovani. Dobbiamo essere noi a riempire le buche che troppo abbandono e distrazione, hanno fatto sorgere.
Il nostro compito è quello di preparare loro la strada.
Il loro, è quello di percorrerla, di perfezionarla per realizzarne altre più facili da percorrere per i giovani che verranno dopo di loro. Insomma, è una specie di catena di sant’antonio con la differenza che il minimo comune multiplo, è proprio unico per tutti: la qualità della vita…in tutti i sensi.

martedì 10 giugno 2008

Lo Stato gioca a "GUARDIE E LADRI"!

Venerdi 6 giugno 2008, un’altra famiglia per bene è costretta a piangere, a vestire il lutto, a fare i conti con la morte..ma non con quella che ci è stata riservata da Dio o dal destino, ma quella decisa dall’uomo..dalla bestia! Una mattina come tante altre, a Pagani, un paesino del salernitano…un carabiniere come tanti, un ufficiale della cosiddetta “Benemerita”, comandante della locale Tenenza Carabinieri.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata, una volta una bellissima e spettacolare località di mare del Golfo di Napoli. Da bambino in più di un’occasione, mio padre ci portava d’estate (una trentina di anni fa, credo) su quelle spiagge, a fare il bagno in quel mare. Un posto bellissimo all’epoca che ancora oggi conserva, degradati e consumati, i tratti di quelli che furono i bei tempi di una località balneare di villeggiatura e di vacanze.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata. 5 persone, in media giovani, uno giovanissimo, poco più di un ragazzetto, hanno per destinazione Pagani. Probabilmente sono agitati, stressati, nervosi, ma determinati. A Pagani devono per forza andarci. E’ ormai tutto deciso. Nessuno però li aspetta a Pagani. Forse non pensano nemmeno lontanamente a cosa aspetti loro lì, a Pagani, non molto lontano da Torre Annunziata. Una wolksvagen fox nera, nuova di zecca, rubata qualche ora prima, il loro mezzo di trasporto. Un’auto nera, il colore del male, del buio, del lutto.

Pagani, venerdi 6 giugno 2008. Il cielo è grigio, si sta preparando un fine settimana all’insegna del maltempo. Ci sono nuvole grigio in cielo, tira un po’ di vento, la temperatura si è sensibilmente abbassata. Qualcuno dice: non si capisce più niente oggi! E’ vero, non solo non si capisce piu’ niente ma tante cose, sono diventate impossibili da spiegare…e quello che sta per accadere tra Torre Annunziata e Pagani, tra i 5 giovani ed il Tenente dei Carabinieri, non potrà mai essere sufficientemente spiegato. Di solito, si spiegano le cose che hanno un senso, un significato, un meccanismo tale che spiega causa ed effetto. Le successive ore creerano solo sgomento, stupore e dolore!

Il Tenente dei Carabinieri, si chiama Marco Pittoni. Il cognome la dice lunga sulle sue origini. E’ sardo, la terra fatta da uomini di principio, laboriosi, amanti della loro isola, gelosi delle loro tradizioni, generosi nell’amicizia. Queste doti, probabilmente, sono quelle che deve avere ogni servitore dello Stato. Marco Pittoni, sotto questo aspetto, secondo me, partiva avvantaggiato. Comandava la Tenenza Carabinieri di Pagani. Le cronache hanno detto tanto e tutto di lui. I vertici dell’Arma ne hanno esaltato lo spirito di sacrificio, la sensibilità, l’operosità. Ma la gente, quella che si rivolgeva ai Carabinieri di Pagani e quindi al Tenente Pittoni, lo ha definito e ricordato, in base alla propria esperienza di cittadini ed utenti. Tutti ne hanno detto un gran bene. Ed allora, tutti, dobbiamo crederci.
Quel venerdi 6 giugno, era all’interno dell’ufficio del direttore del locale Ufficio Postale. Si dice che proprio con quest’ultimo, stesse parlando di sicurezza, di come prevenire rapine e di come comportarsi in caso di rapine.

Venerdi 6 giugno 2008, Torre Annunziata.
La Wolksvagen fox nera con i 5 (non si sa ancora se tutti partirono a bordo di questa singola vettura) “torresi” cerca e trova la strada che va a Pagani. Torre Annunziata non dista molto da Pagani. Un’oretta di macchina e si è a Pagani. La fox forse gira un po’ per Pagani. E’ alla ricerca forse di auto della Polizia o dei Carabinieri in pattuglia. La fox, come si è detto, è nera e con se, oltre a quella vernice, trasporta il male, il buio, il lutto. Il dolore!
Probabilmente non incontrano nessuna auto con le “guardie infami”. Si sentono più sicuri. L’adrenalina è tanta e ai massimi livelli. Probabilmente qualche tiro di coca, avrà fatto il resto. L’ufficio postale è lì…a portata di mano….fuori niente macchine degli sbirri. Ma gli sbirri però, viaggiano anche in macchine civette. Ma loro forse non ci pensano. Gli sbirri sono dei ciglioni buoni solo a fare le barzellette. Forse ci hanno sempre creduto alle barzellette ed hanno fatto male. Le guardie, come loro, hanno un normale coefficiente di intelligenza ma, a differenza loro, sono persone per bene che non hanno bisogno di camminare strisciando vicino ai muri come le zoccole. Gli sbirri, a differenza loro, NON SONO FIGLI DI ZOCCOLE!!

Pagani, venerdi 6 giugno. I “torresi” scendono dalla fox nera, sono tesi, sono sicuri. Entrano nell’ufficio postale di Pagani. Tirano fuori le pistole: “Fermi..è una rapina”. Qualcuno tra i clienti dell’ufficio postale urla. Dall’interno dell’ufficio postale il Tenente ed il Direttore postale si accorgono subito che fuori dalla stanza, sta accadendo qualcosa. D’istinto, il Tenente Pittoni esce. Si rende subito conto che è in corso una rapina a mano armata. Intima ai rapinatori di fermarsi: Carabinieri!” si qualifica, è in borghese. Viene aggredito. Una breve ma violenta colluttazione con uno dei rapinatori lo vede protagonista. Si rialza. Un complice, a bruciapelo, gli esplode addosso due colpi di pistola: uno alla gola ed un altro all’addome. Pittoni cade, si rialza….ricade a terra. I “Torresi” nel frattempo hanno rapinato 3000 euro. Escono fuori. I due colpi esplosi attirano l’attenzione di un maresciallo sempre in borghese che aspettava fuori dall’ufficio postale il Tenente. Li vede fuggire a piedi, raggiungono la fox nera che parte all’impazzita. Spara lui adesso (adesso puo’….prima di loro NON SI PUO’) contro la fox…..si saprà dopo che uno dei balordi è stato ferito dalla “guardia”. Il Tenente viene soccorso, portato in ospedale.
Non ce la farà!

La caccia ai rapinatori avviene in tempo reale. Su tutto il territorio vengono disposti posti di blocco. L’elicottero dell’Arma sorvola i comuni vesuviani e limitrofi. Poco dopo l’auto, la fox nera, verrà ritrovata: a Torre Annunziata. I Carabinieri intuiscono che le indagini devono partire lì.
Dopo poche ore, verranno arrestati i primi tre torresi. Proprio mentre si stanno celebrando a Pagani, i funerali del povero Tenente Pittoni.

Qualcuno, in maniera distaccata, ha detto che “fa parte del gioco”. Giusto! Se fosse un gioco! Ma la camorra non è un gioco, è una cosa seria, troppo seria. E i camorristi fanno sempre sul serio…è lo stato che crede che si stia giocando a guardie e ladri! Ma il pacchetto sicurezza che tra un po’ dovrebbe essere approvato, trova tanto, ed inverosimile interesse, sulle limitazioni delle intercettazioni telefoniche.
Btavi. Giocate a fare politica. Loro giocano a fare i camorristi. E le famiglie per bene? Credo che non hanno proprio più voglia di giocare. Ma i politici, stanno dimostrando un’altra volta, di giocare con il nostro più grande bisogno: quello di democrazia!
Comunque: Grazie Tenente Pittoni.
Grazie a tutti i Carabinieri!

lunedì 7 aprile 2008

PAZIENZA!

Non credevo, a dire il vero, di dovermi spingere fino a questo punto, e cioè di aprire una finestra sulla politica nazionale. Qualche anno fa, forse, una cosa del genere sarebbe stata considerata da me, abbastanza normale, schietta, sentita e carica di coinvolgimenti emotivi. Oggi no, purtroppo non è così. La flotta (o il gregge) della politica nazionale non mi stimola, non mi attrae e spesso, m’innervosisce. L’inciucio ha preso il posto della dialettica dei contenuti, dei fini, delle critiche rivolte al miglioramento. Anni fa gli schieramenti erano tanti e forse gli uomini erano gli stessi ma fra essi, sfilavano personaggi che incarnavano senza dubbio, le vesti dei leaders, dei trascinatori, dei detentori delle ideologie che per oltre 30 anni hanno consentito all’Italia, dal dopoguerra in poi, di coltivare e mantenere sempre viva la democrazia. Oggi la democrazia è sommersa dalla confusione e dai vuoti ideologici. Gli ex comunisti arrivano addirittura a rinnegare il loro passato e con esso, una fetta di storia. I fascisti – o la destra – hanno pensato bene di ricucire i rapporti con gli ebrei, a chiedere scusa per il genocidio e la connivenza nazista durante il ventennio del regime del duce, a definirsi una grande coalizione “centrodestrista” e a fare l’amore con la D.C. ed il P.S.I. riciclati da Berlusconi. Si, perché non si puo’ far finta di non considerare le cose come stanno. Dopo l’inchiesta “mani pulite” i grandi partiti che erano sempre stati grandi proprio perché potenti, scomparirono con le sigle e con i simboli. Qualcuno che raccogliesse questa eredità che ancora aveva tanti conti in sospeso, doveva esserci. Qualcuno che doveva rendere i tanti piaceri ricevuti a “vario titolo” doveva entrare in campo, millantando una ventata di novità e di idee nazionali e non nazionaliste, di centro e non centriste, di destra e non fasciste, operaie e da confindustria, doveva pur esserci. Berlusconi si lanciò – con rischio zero – in questa nuova avventura i cui esiti, dall’inizio furno prevedibili e scontati. Gli elettori e baroni del partito della maggioranza cattolica – la D.C. – avevano perso il loro riferimento con lo scioglimento del grande partito di maggioranza. Il P.S.I. che per anni dirigeva i cosiddetti “governi ombra”, si era dissolto ed il suo segretario-presidente CRAXI, dovette darsi latitante per non finire nelle patrie galere. Il P.C.I., coinvolto, seppur in maniera minore nello scandalo di mani pulite, sotterrò la falce e martello, ruppe con l’est, indosso il doppiopetto e la cravatta, lasciando l’eskimo e la tuta blu ad un nostalgico ex sindacalista di nome Bertinotti, diventato poi in seguito famoso per aver candidato nel suo partito, persone discutibili sotto l’aspetto morale, politico ( al limite della legalità) ed intellettuale. Nulla di particolare, si badi, verso i no global ed i trans. Anzi, singolarmente rappresentano comunque un’evoluzione della nostra società, un modo di pensare ed un modo di essere. Diverso è se, partendo da concetti di libertà e di benessere comune e da diffondere, si celano persone che poco hanno a che vedere né con la classe operaia ed il proletariato, né con chi, nel rispetto del pianeta e dell’essere umano, combatte contro la globalizzazione. Nulla di particolare verso coloro i quali vivono la loro sessualità come gli pare e piace. Al contrario è se essi stesso, non attraggono i riflettori su se stessi solo per atteggiamenti esibizionisti e giammai per contenuti di natura politica ed universalmente sociale. Non credo che una società sia giusta se c’è giustizia e serenità anche per i trans, per le minoranze ecc. Sono fermamente convinto che una società se è giusta, E’ GIUSTA E BASTA! Il 14 aprile si voterà per rinnovare il Parlamento Italiano ed alcuni Consigli Comunali. Le persone però sono le stesse di qualche mese fa. Sono sempre quelle che per 15 mesi, mantenendosi su una maggioranza risicatissima, hanno governato con una colazione di centro sinistra. Sono gli stessi che oggi si vomitano addosso vicendevolmente ed alla faccia dell’unità della sinistra e della classe lavoratrice. Gli altri, quelli di centro destra, pure sono gli stessi. Qualcuno è stato tenuto in disparte perché sul suo capo pende qualche avviso di garanzia o una condanna. Una scelta che è servita a dare un’immagine di rigore morale che, effettivamente, se ne sentiva da tempo la necessità. Ma sono sempre gli stessi e, con questi personaggi che stavolta, illustrano programmi elettorali molto simili, propongono semplici ma efficaci soluzioni per fronteggiare questa insostenibile “recessione economica” ormai già in corso, personalmente e sinceramente, non riesco ad identificarmi per nulla. A 45 anni con tante idee ancora nella testa e con qualche ricordo da barricata, il 14 aprile venturo, me ne starò a casa ad imbestialirmi con quelli di BUONA DOMENICA.
PAZIENZA!!

domenica 2 marzo 2008

Ciccio e Tore. Che Dio li protegga...almeno adesso!


La storia dei fratellini di Gravina, ci ha lasciati per l’ennesima volta tutti, di stucco. Ancora ed ancora bambini. Ancora ed ancora misteri, di quelli strani, di quelli che periodicamente caratterizzano l’Italia. Eppure questa volta, sembra che qualcosa più del solito non torni. Due bambini che crescono in un ambiente familiare travagliato dai mille problemi dei genitori, crescono in un altrettanto contesto tipicamente meridionale fatto di indifferenza, trascuratezza, forse miseria, senz’altro ignoranza. E’ ovvio che tutto questo lo si apprende dai giornali, dai tg che, obiettivamente, non sono sempre dei divulgatori di verità. Quello che sconcerta è che oggi, alla resa dei conti, non sembra che si sia fatto tutto il possibile, non tanto per salvare Ciccio e Tore, ma quanto (e questa è cosa ancor più grave!!) per cercarli. Nessuno faccia il “masto” come si dice dalle mie parti. Ma almeno parliamone.
Gravina non è New York, non è l’Aspromonte, non è il deserto. Non è infinita. Oggi quando un bambino sparisce, nell’immaginario collettivo, si pensa al pedofilo, al mostro, allo zingaro, al trafficante di organi e, solo in ultimo, alla disgrazia. In tali casi, quando si parla di disgrazia, si pensa immediatamente ad un pozzo (Alfredino Rampi di 30 anni fa, purtroppo, ce lo ha insegnato). Questa volta, si è guardato subito in casa, in famiglia. Ho quasi la sensazione che le ricerche di Ciccio e Tore, abbiano avuto come input investigativo, l’ingiucio, le malalingue. Qualcuno li aveva portati via dalla madre e questo qualcuno, doveva essere vicino al padre se non il padre addirittura. Nel frattempo nessuno sentiva i lamenti di quelle due creature giù in quel maledetto pozzo del palazzo delle cento stanze, nei pressi della casa dei bambini. Ciccio e Tore morivano. Mamma e papà si facevano guerra. La gente parlava e sentenziava….e Ciccio e Tore si disperavano. Si, qualcuno ha cercato, forse tanti o tutti. Ma nessuno ha cercato lì, dove i bambini facevano la loro prova di coraggio in quella struttura fatiscente che custodiva la tomba dei due fratelli. Solo un’altra disgrazia ha fatto svegliare l’attenzione. Solo un'altra vittima di quel pozzo maledetto ha dato la possibilità ai genitori, di poter avere i corpi dei loro figli per rimpiangerli. I due fratellini, morti insieme per la stessa causa ma non nello stesso modo. Uno dissanguato per le ferite e l’altro, prima di paura e poi perché così doveva essere, aspettando la morte come magari faceva per addormentarsi…con il ditino in bocca…
Che Dio, lassù li protegga. Almeno adesso!

giovedì 24 gennaio 2008

...ma il vero miracolo, San Gennaro, quando lo farà?



A volte viene in mente di pensare se tutto quello che si deice su Napoli e sul meridione in genere, sia vero e non frutto di un delirio campanillista da nordisti. E' vero. Siamo un popolo in piena crisi: culturale, politica, morale e...civile. Napoli oggi, è la Napoli della spazzatura, della MONNEZZA. E' strano. Così come il termine "inciucio" ha trovato posto nei salotti della bella Italia, così oggi mass media e menti sopraffini, usano questo termine correntemente d'uso dialettale, per indicare qualcosa di piu' del rifiuto. LA MONNEZZA!! Ben 15 anni di emergenza, per non risolvere nulla. Ma un'emergenza, puo' durare 15 anni? Ma allora il Nord per bene e quello paranoico della secessione, sotto sotto, ragazzi, non è che almeno su questo, abbiano un po' di ragione? La Campania è e rimarrà, se non cambieranno i campani, la Terra delle emergenze, dove grazie ad esse, si potranno sempre giustificare gli arricchimenti della camorra e della politica di basso profilo e della clientela. La parola giusta sarebbe: COMMISSARIAMENTO in Regione, alla Provincia e presso tutti i Comuni dai trascorsi di collusione camorristica. Fuori la politica di oggi dai palazzi. Lo stato si deve fare carico di queste responsabilità ed i Napoletani, non avendo a disposizione una classe politica rigenerata ma sempre vincolate a discutibili ceppi tradizionali, dovranno farsi carico di dimenticare di chiedere i "piaceri"..."ma si è sempre fatto così"..."vai, tanto non succede niente". La legalità deve partire dalla nostra cultura che, se non si rinnova in relazione alle nuove esigenze, ci relegherà sempre in ultima fila, mettendoci in mostra come i soliti fannulloni perditempo che aspettano il nuovo giorno, tanto quello di adesso è già iniziato e...sta già per finire. San Gennaro, deve farci questa grazia. Deve sciogliere non solo il suo sangue, ma anche questa catena che non ci fà più vivere.
A questo proposito, un grazie a Federico Salvatore, che ha musicato quanto, secondo, tanti campani e napoletani onesti, pensano veramente..anche di se stessi e del popolo a cui appartengono!
"Se io fossi san Gennaro non sarei cosi' leggero Con i miei napoletani io m'incazzerei davvero Come l'oste fa i conti dopo tanto fallimento Senza troppi complimenti sarei cinico e violento Vorrei dire al costruttore del centro direzionale Che ci puo' solo pisciare perche' ha fatto un orinale Grattacieli di dolore un infarto nella storia Forse e' solo un costruttore che ha perduto la memoria Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti E' come sputare in faccia ai D'angio' agli Aragona Cancellare via le tracce di una Napoli padrona E' lo sforzo di cagare dell'ignobile pappone Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone E' percio' che mi accaloro coi politici nascosti Perche' solamente loro sono i veri camorristi A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente E qualcuno l'ha incassata con il sangue della gente E per certi culi grossi il traguardo e' la poltrona E per noi poveri fessi basta solo un Maradona E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro Lo sa solo Gesu' Cristo che quel sangue e' sangue amaro Lo sa il Cristo ch'e' velato di vergogna e di mistero Da quel nobile alchimista principe di Sansevero E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro Giambattista della Porta che il colpevole e' il denaro E nessuno dice basta per il culto della festa E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d'asfalto... ...l'appalto Ma non posso piu' accettare l'etichetta provinciale E una Napoli che ruba in ogni telegiornale Una Napoli che puzza di ragu' di malavita Di spaghetti cocaina e di pizza margherita Di una Napoli abusiva paradiso artificiale Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi E la cattedra che insegna qual'e' l'arte di arrangiarsi Io non posso piu' accettare l'etichetta di terrone E il proverbio che ogni figlio e' nu bello scarrafone E mi rode che Forcella e' la kasba del furbone Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei E poiche' c'ho preso gusto con la scusa del santone Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome Chiedere a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia Siamo lazzari felici quanno chiove 'a pecundria Napule e' 'na carta sporca Napule e' mille paure Ma pe' chhiste viche nire so' passate 'sti ccriature Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi Da Toto' ai De Filippo fino a Massimo Troisi C'e' passato Genovesi e Leopardi con orgoglio La romantica Matilde e il mattino di Scarfoglio Filangieri Cardarelli tutto l'oro di Marotta C'e' passata la madonna che ora vedi a Piedigrotta Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto Di cambiare e trasformare tutto cio' che e' stato fatto Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia E che il critico ha concesso al neomelodico l'evento Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento Perche' ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro Come quello di Berlino che ci spacca in due meta' Uno e' figlio 'e bucchino l'altro e' figlio 'e papa' Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei Per gridare alla mia gente tutto cio' che mi fa male E finire da innocente pure io a Poggioreale Perche' come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore La speranza Iervolino puo' lenire il mio dolore? Io ho capito che la vita e' solo un viaggio di ritorno Che domani e' gia' finito e che ieri e' un nuovo giorno Sembra un gioco di parole ma mi sento piu' sicuro Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono Se ho cercato con coraggio di restare come sono".

venerdì 2 novembre 2007

LIBERA NOS DOMINE




Giovanna Reggiani è una donna come tante, come una delle nostre donne, come una di noi. Convinta di potersi muovere in sicurezza per poter fare semplicemente ritorno a casa, la sua casa, della sua città, nella sua nazione. Non è sufficiente questo, evidentemente, nel nostro bel paese, a garantirci il semplice ritorno a casa. Figuriamoci il resto. Uno straniero, un cittadino rumeno (qualche mese fa sarebbe stato un extracomunitario) pazzo o chi sa, l’ha aggredita senza alcuna assurda giustificazione come potrebbe essere una rapina e, dopo averla seviziata nella sua tana, ridotta in fin di vita, l’ha gettata in un fosso senza un briciolo di rimorso. E’ stato subito dopo arrestato grazie alla denuncia di una sua connazionale. Al momento del suo arresto da parte della polizia, il mostro aveva ancora il volto e le mani sporche del sangue di Giovanna. Fatti del genere fanno ovviamente insorgere spinte xenofobe. Ma il fenomeno che si sta delineando nel paese puo’ tranquillamente essere incluso in quelle che sono le priorità di cui questo paese ha bisogno. Nella puntata di PORTA A PORTA di martedì 29.11.2007, tra gli ospiti, la Dr.ssa MAUTONE, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Roma. Il magistrato si è sempre distinto per serenità di opinione ed obiettività con la professione difficile che svolge, specie se vista nell’ottica della criminalità minorile. Nel momento in cui Bruno Vespa cominciava a fare dei conti sul numero dei rumeni dediti ad attività delinquenziali, la dr.ssa MAUTONE interveniva riferendo dei dati derivanti dalla sua attività, da una statistica del suo ufficio e riferita ad uno dei suoi recenti “turni arrestati”. Giova una precisione. Periodicamente i magistrati, sono chiamati a coprire un turno di reperibilità distinto tra il turno arrestati ed il turno “normale”. In quello arrestato, essi prendono notizia da parte della Polizia Giudiziaria (Polizia, Carabinieri, GdF, ecc..) di avvenuti arresti a secondo delle varie tipologie di reati commessi dai soggetti arrestati e, sulla base dell’attività svolta dagli organi di Polizia, concorda l’arresto per la successiva convalida o ne dispone, in alternativa, il deferimento a piede libero. Ebbene, tornando al turno arrestati della dr.ssa MAUTONE che copre l’arco di 9 giorni, il suo ufficio totalizzava 66 minori arrestati di cui ben 64 rumeni, 2 albanesi e solo 2, italiani. Il dato è oggettivo e libero da ogni considerazione o inquadrato in strumentali contesti. Ed è senz’altro un dato oggettivamente spaventoso se si pensi che esso è rivolto a soggetti minori. Altro dato allarmante è quello che usciva fuori da un’analisi effettuata sulla tipologia di reati che allarmano la tranquillità nazionale: rapine, violenze carnali, sembrano essere un’altra prerogativa di questi rumeni che forse male hanno sposato l’idea di comunità europea intendo questa, il giusto passaporto per poter scorazzare dalla Romania all’Italia seminando il terrore e il disordine sociale. Tutto questo avveniva all’indomani della discussione del pacchetto sicurezza che, dopo aver dato l’ennesimo contentino al CARUSO di turno con la reintroduzione del reato di falso in bilancio, intende risolvere il problema dell’ordine e della sicurezza solo con un inasprimento delle pene senza fornire alle forze di polizia, i giusti mezzi e risorse tali da consentire un elevato lavoro di prevenzione del reato. Aumentando il controllo del territorio e la motivazione del personale operante che troppe volte vede vanificato il proprio lavoro di investigazione attraverso facili scarcerazioni o indulti pre o post elettorali. Se le carceri scoppiano che si avvii una edilizia carceraria tale da poter recuperare, allorquando una determinata struttura carceraria per insufficienza di “ospiti” non trovi più motivo di esistere, essere recuperata per soddisfare molteplici esigenze di carattere destinandole a scuole, centri sociali, case di riposo o essere anche vendute.
Altra cosa potrebbe essere utile, sempre in tema di cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia, sarebbe quello di far sottoscrivere ad ogni paese comunitario un patto in cui, si fa divieto assoluto all’espatrio di quei soggetti che per condotta morale e civile, non riuniscono i requisiti di sicurezza; soggetti tendenzialmente malavitosi per professione o per tendenza devono essere gestiti da parte dei paesi che hanno dato loro la nazionalità perché di essi è il problema e quindi la risoluzione. Oggi invece, paesi come Romania ed Albania, sembrano prendere un “terno al lotto” quando queste latrine dalle fattezze umane, si allontanino dai paesi di origine per andare ad inquinare con la loro fetida presenza, quei paesi che come il nostro, hanno di già grossi problemi con la criminalità locale. Ci vuole così tanto a porre questi minimi limiti? Bah! E allora “Libera ,Nos Domine” come dice Guccini nella sua omonima canzone che a distanza di quasi 30 anni o più, sembra così attuale ed azzeccata alla problematica.
(P.S. nel frattempo, Giovanna per le ferite subite dal rumeno, è morta!)