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sabato 11 aprile 2009

POMIGLIANO, 34 ANNI DOPO LA FLOBERT. LE SORELLE DI SCIASCIÁ: «QUANTE LACRIME PER QUELLA SCIAGURA




L’11 aprile del 1975
a Sant’Anastasia lo scoppio d’una fabbrica di pistole-giocattolo provocò una strage immane. Salvatore Alfuso, piombato sul posto, si ispirò per un inno sulle morti bianche. Ecco il ricordo commosso dei familiari.
All’indomani dei funerali di Stato per la tragedia abruzzese, risulta ancor più difficile rivivere il trentaquattresimo anno dall’episodio della Flobert di Sant’Anastasia. Correva l’11 aprile del 1975 quando una fabbrica del vesuviano, sita nei territori facenti parte dell’amplia area della Masseria Romani, esplose provocando uno sterminio che per l’epoca fece scalpore. Interi nuclei familiari in ginocchio versarono fiumi di lacrime per la scomparsa dei propri cari, impegnati nell’ultima grande fatica prima di spirare in un’implosione inaudita. Un giovane, Salvatore Alfuso, dipendente Alenia e allora nume tutelare del collettivo operaio, calamitato dalle grida di sgomento di alcune mamme che si ritrovarono sotto lo sguardo tramortito l’esangue immagine delle carni dei propri figli sparse qua e là sul selciato delle quattro mura rimaste in piedi dopo l’inaudita esplosione, con la furia che impietriva nelle vene e il magone in gola per i compagni scomparsi, decise di presentarsi tra i recinti della fabbrica per osservare con i proprio occhi lo spettacolo deplorevole: ne sarebbe rimasto colpito per sempre ispirando la Musa celata nella sua indole prettamente schierata verso le sofferenze.
Tra il ribollio delle più disparate sollecitazioni dei conoscenti, i quali sconsigliavano di intraprender l’impresa e le solite magagne degli "uccelli di malaugurio" di turno, intestarditisi ad etichettare il suo lavoro come "catasto di versi di discreto afflato", Sciascià trascorse un’intera notte in quella che era la sua dimora, la casa di sua sorella Maria in Via Miccoli e, dinanzi al lavabo laddove faceva a calci con un male incurabile, mise in fila con una cerchia di amici fidati per quello che sarebbe diventato un inno operaio ancor oggi vivo tra i lavoartori. «Ricordo ancora quella sera di 34 anni fa – spiega ai nostri taccuini la sorella Maria, quartogenita di sette fratelli - quando, tornato a casa, si mise in un angolino seduto, affranto su un divano. E pensava, e canticchiava. E continuava a ripetermi quanto aveva visto, l’urlo delle madri: io non ce la facevo a sentire, ma poiché era lui che insisteva, ascoltavo in silenzio. Sarebbe diventato il suo cavallo di battaglia». «Salvatò, papà te’cerca e nun te’trova» - ci ricorda la sorella maggiore Amalia, la quale insiste sull’incapacità di reperirlo nelle ore post-lavorative quando, svolto il suo compitino, era solito unirsi ai movimenti operai allora in azione nella città vesuviana per fomentare la lotta ai padroni. «Con Sciascià Pomigliano ha perso veramente tanto. Ogni anno mi emoziono quando viene organizzato al Teatro oppure in Villa qualche celebrazione in suo onore. Salvatore era l’amico di tutti, pronto a farsi i debiti per chi era in difficoltà e guai a parlargli male della squadra del cuore, il Pomigliano: si sarebbe fatto fare in quattro, ma nessuno doveva parlare male della sua terra». "Nu Masaniell e Pumiglian" lo definisce la sorella che lo assistette nelle ore decisive del trapasso quando, soffocato da un cancro, ebbe la forza di stringerle la mano per gridare di petto un «madonna dell’Arco pensaci tu»,Ieri, accompagnante dai loro famigliari, le sorelle Alfuso hanno voluto che i nipoti ritornassero sul punto in cui era ubicata originariamente la Flobert: seppur nuovi insediamenti abitativi hanno, oggidì, reso la zona abitata da un folto numero di famiglie che hanno eretto nuovi caseggiati, tra quel che rimane di quelle brughiere selvagge dove l’erba ondeggia sotto le carezze d’un vento commosso, si annusa ancora un ingorgo vegetale che cela mestizia e dolore atavico, mai sopito plenariamente. Su quella sterpaglia intervallata da pilastri in ferro, regna un’amara malinconia degna del crepuscolo e il rischio che cali un velo d’oblio su quell’antica storia di lacrime non è tutto da sottovalutare. «Abbiamo ancora la pelle d’oca quando ripensiamo alla scena dei suoi funerali presso la Chiesa di San Felice– ribadiscono con un rivoletto di lacrima che riga il viso le sorelle in coro – visto che nella nostra Pomigliano non c’era persona che non avesse avuto a che fare almeno una volta con lui. Anche se lo perdemmo in tenera età, Sciascià e il suo mito sono ancora qui in mezzo a noi e nonostante i giovani d’oggi non conoscano le sue gesta, Sciascià fu un uomo che aveva nel suo mirino il pallino di esaltare sempre il suo popolo».
Autore: Salvatore Alligrande
(da Il Mediano.it)

mercoledì 25 febbraio 2009

Annarè


"Non so se sono un'attrice, una grande attrice o una grande artista. Non so se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto."
Anna Magnani

sabato 3 gennaio 2009

Buon compleanno, Shummy!


Michael Schumacher si prepara a festeggiare domani i suoi primi 40 anni, "un passo importante ma non sono esattamente felice di questo, ci sono cose piu' divertenti nella vita", ammette con un pizzico di malinconia all'emittente tedesca "Zdf". Nato il 3 gennaio 1969 a Hurth-Hermulheim, Schumi fa il suo debutto in Formula Uno il 25 agosto 1991, in occasione del Gran premio del Belgio, collezionando la prima vittoria l'anno successivo. Per lui una carriera strepitosa che lo ha portato a vincere sette titoli mondiali, due con l'allora Benetton e cinque con la Ferrari, per un totale di 91 vittorie, 68 pole position e 1369 punti. Nel 2006 il ritiro e domani la festa di compleanno con un augurio: "che tutto vada avanti come e' andato finora".

sabato 6 dicembre 2008

La mia memoria


30.11.2008
Non è importante quanto vivere…è importante “come vivere”. Sembra un affermazione di comodo ma spesso proprio queste affermazioni riuniscono un significato quasi universale e per questo, comune a tutti. Nel dolore, nella sofferenza, nel distacco, nella separazione…insomma in tutti quegli avvenimenti tristi che la vita ci propone, ci impone e ci offre, si riesce a trovare la giusta concentrazione per giungere a delle conclusioni che, in altre occasioni e con altri stati d’animo, è quasi impossibile raggiungervi. Si cerca in ogni cosa, quindi, il valore e spesso, ci si rende conto di quanto si è stati distratti e di quanto, purtroppo, si ritornerà ad esserlo. Tutti crediamo di avere la risposta per ogni cosa. La saccenza è un indumento intimo che indossiamo imperterriti, senza renderci conto che, essendo sporcizia, ci insudicia, ci entra nei pori della pelle raggiungendo il profondo della nostra anima che, nella migliore delle ipotesi, si raffredda o, per sua insita dignità, si allontana da noi, indegni di possederla. Di chi va via, per tanti motivi, bisogna sempre serbarne un ricordo, un’immagine, un’ombra…che si anche uno spettro, non importa, purchè ci sia a testimonianza che ancora possediamo una coscienza. Niente sfugge completamente alla memoria. Essa con gli anni, si puo’ offuscare, “appannare”, ma mai cancellarsi.
La memoria è il contenitore crudele delle nostre sensazioni; delle certezze vanificate e dei propositi da concretizzare. La memoria è una cosa, un gesto, una persona che, se pure va via, lascia sempre, un segno indelebile nella nostra vita.
Quello che affligge adesso la mia memoria, fisicamente, adesso non c’è più. Addio…e buon viaggio!
Sergio.

venerdì 31 ottobre 2008

CALDEROLI. (potremmo farne anche a meno!)


ROMA - "La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano...". Il coordinatore leghista Roberto Calderoli firma parole pesanti. "Sono preoccupato - aggiunge - non solo per la situazione di emergenza che si è creata a Napoli, ma perché temo le parole del capo dello Stato. Non vorrei che qualcuno possa arrivare a strumentalizzare i morti ammazzati, per poter poi giustificare l'ennesimo, ingiustificato e assurdo trasferimento di risorse ad una città che, per la sua situazione, rappresenta un insulto al Paese intero".

P.S. Ma l'umido, a Roma e a Milano, quando lo ritirano?

sabato 25 ottobre 2008

....finalmente è arrivato!!

Superenalotto, realizzato a Catania il sei da record
Assegnata la vincita più alta nella storia dei giochi in Italia conil jackpot da 100 milioni. Vinto anche un 5+ a Milano
Dopo mesi di attese e ripetute fumate nere, finalmente è stata indovinata la combinazione del Sei al Superenalotto. La vincita da record, da 100 milioni di euro, è stata fatta in Sicilia, nella ricevitoria "Giunti" in via Mario Rapisarda, a Catania.Si tratta della vincita più alta nella storia del Superenalotto e in assoluto nei giochi in Italia. La ricevitoria fortunata si trova in un quartiere popolare vicino alla chiesa della Sacra Famiglia, nella periferia di Catania. Non è la prima volta che Catania regala vincite miliardarie. Il 13 marzo del 1999 nel rione San Giorgio 33 giocatori vinsero con il '6' 52 miliardi e 331.306.636, allora la quarta vincita in Europa.Nell'estrazione di oggi, inoltre, è stato realizzato anche un 5+ a Milano che si aggiudica 3.757.199,25 euro. A vincere è stata la caffetteria 2000, il locale milanese in via Varesina 35 alla periferia nord della città.FESTEGGIAMENTI Intato a Catania sono iniziati i festeggiamenti con ragazzini che sfrecciano sui motorini sventolando le bandiere rossoazzurre della squadra di calcio, automobilisti che suonano i clacson, gente che stappa bottiglie di spumante e beve in strada abbracciandosi e ballando per la gioia. PROSSIMA ESTRAZIONE Le prossime estrazioni avranno comunque un montepremi di tutto rispetto, venti milioni di euro. A tanto ammonta il cosiddetto "jackpot di ripartenza". I giocatori, quindi, secondo le stime dell'agenzia specializzata Agipronew, potrebbero contare su un premio pari a qualcosa come 40 miliardi di lire. Tutto dipende dal nuovo regolamento introdotto lo scorso mese di giugno, che prevede che il 50% del montepremi del "5+" vada ad accrescere il jackpot del "6" in palio, mentre il restante 50% va a formare il montepremi di ripartenza. Fino a giugno, invece, dopo l'uscita di un "6", il jackpot della vincita di prima categoria ripartiva, in media, da una base di 1 milione e mezzo di euro.

domenica 28 settembre 2008

Bentornato, Fernando!!


Si tratta del settimo vincitore di GP nel corso dell'anno, a testimonianza di un campionato molto equilibrato. Alonso tuttavia è stato favorito da un paio di momenti chiave. Alla partenza Massa manteneva la leadership conquistata in qualifica, seguito da Hamilton, Raikkonen e Kubica. Perdeva due posizioni Kovalainen, passato da Vettel e Glock, Heidfeld e Trulli scavalcavano Rosberg alle spalle del quale si trovavano Nakajima e Alonso, bravo a recuperare due piazze ai danni di Webber e Button. Poi Coulthard, Bourdais, Barrichello e Piquet; fanalini di coda le due Force India con Fisichella ultimo in quanto partito dai box.Massa e Hamilton facevano l'andatura durante le prime tornate, ma Raikkonen si riprendeva siglando il giro più veloce in gara per la decima volta nella stagione (eguagliando il record che gli appartiene assieme a Michael Schumacher), e portandosi a ridosso della McLaren. Nelle retrovie c'era una grande bagarre messa in atto da Rosberg e Alonso, gli unici a partire con gomme morbide e quindi meno performanti. Rosberg riusciva ad avere la meglio sul pesantissimo Trulli, superato successivamente anche da Nakajima e Alonso, dal primo giro ai ferri corti. L'ex campione del mondo era il primo a rifornire al dodicesimo giro, montando pneumatici duri e un quantitativo di carburante necessario per modificare la strategia di gara dalle previste tre alle sole due soste. Una mossa estremamente fortunata, visto che un paio di tornate più tardi il compagno di squadra Piquet urtava violentemente contro il muro costringendo l'intervento della safety-car. Rosberg e Kubica dovevano fermarsi nonostante la pit-lane fosse ancora chiusa, e così faceva Barrichello che per un problema tecnico si fermava in mezzo alla pista proprio durante il periodo di stasi della gara. All'apertura della corsia dei box tutti si affrettavano a rifornire, ad eccezione ovviamente di Alonso, Trulli e Fisichella, entrambi gravidi di carburante.Proprio in questo frangente si consumava la disfatta della Ferrari: Massa ripartiva con il tubo della benzina ancora ancorato alla monoposto, e doveva fermarsi all'uscita dei box nell'attesa che qualche meccanico andasse a toglierla; Raikkonen, fermo alle sue spalle, perdeva ulteriore tempo proprio a causa della rottura dell'apparecchio di rifornimento. Per Massa i guai non erano finiti, visto che, nell'uscita, aveva ostacolato l'accorrente Sutil: mentre a Valencia tale manovra gli era stata perdonata, a Singapore gli veniva inflitto un drive-through. Al termine della girandola dei pit-stop Rosberg si trovava così in testa al gruppo seguito da Trulli, Fisichella, Kubica, Alonso, Webber, Coulthard, Hamilton, Glock, Vettel, Heidfeld, Nakajima, Button, Kovalainen, Raikkonen, Sutil, Massa e Bourdais.Per Alonso la strada era spianata, dal momento in cui di li a poco sia Rosberg che Kubica avrebbero dovuto scontare la penalità addirittura di uno stop and go di 10 secondi, mentre Trulli e Fisichella si avvicinavano inesorabilmente al loro unico cambio gomme. Rosberg tuttavia poteva sfruttare la strada libera per creare un vero e proprio vuoto con Trulli, più lento di due secondi al giro: tuttavia questo non gli era sufficiente per ritornare in pista al comando, ma solamente alle spalle della Renault. Kubica invece, frenato incredibilmente da Fisichella, ritornava in pista alle spalle di Massa, che riusciva a scavalcare poiché la Ferrari decideva di cambiare la strategia del brasiliano anticipandone il secondo pit-stop.Nel frattempo Webber finiva lungo e veniva infilato da Coulthard, Hamilton, Vettel e Heidfeld; Trulli e Fisichella si fermavano a rifornire e Alonso iniziava la cavalcata verso un fortunoso successo. Alle sue spalle infatti Rosberg continuava a perdere terreno, ma era protetto dagli attacchi di Hamilton dal giudizioso Coulthard, che il pilota della McLaren non riusciva proprio a superare. Massa nelle retrovie continuava ad uscire di pista e allora le speranze della Ferrari erano riposte nel solo Raikkonen che, dopo essersi avvantaggiato su Kovalainen passava il lentissimo Trulli (che si sarebbe ritirato, alla pari di Webber, per problemi tecnici) e il rientrante Nakajima, portandosi addirittura negli scarichi di Rosberg dopo che Vettel e Heidfeld si erano fermati per il rifornimento. Il tedesco della Williams intanto entrava per la terza volta ma riusciva a mantenere la piazza d'onore per pochi decimi sulla coppia Coulthard-Hamilton: il pilota della McLaren però era abile a sfruttare il parapiglia creatosi al momento del rientro in pista del figlio di Keke per infilare il collega più esperto. Il campione in carica, grazie a una serie di giri veloci, riusciva alfine a portarsi in quinta posizione, essendo Alonso saldamente al comando davanti a Rosberg, Hamilton e Glock. Le emozioni non erano però finite visto che Massa, autore dell'ennesimo fuori pista, traeva in inganno Sutil e lo costringeva a finire contro le barriere di protezione per evitare il contatto: la safety-car era nuovamente chiamata all'opera e ricompattava il gruppo quando mancavano dieci giri al termine.Alonso ripartiva bene ipotecando così il primo successo del 2008; Rosberg era abile nel tenere a bada Hamilton, meno spavaldo del solito; il resto del gruppo sfilava ordinatamente con Glock davanti a Raikkonen, Vettel davanti a Heidfeld e con l'eccezione dell'esagitato Nakajima che attaccava ad ogni angolo Coulthard per l'ottava posizione.Quando, a quattro tornate dal traguardo, tutto sembrava ormai scritto, l'incompetente Raikkonen aggiungeva un'altra pietra dello scandalo alla tragicomica stagione finendo contro il muretto e permettendo così alla McLaren di sopravanzare la Ferrari in graduatoria costruttori. Quinto quindi terminava la gara l'eccezionale Vettel, davanti a Heidfeld, Coulthard e Nakajima. Fuori dalla zona punti il coraggioso Button, l'inguardabile Kovalainen, il compassato Kubica. Dodicesimo Bourdais; il patetico Massa riusciva a terminare la gara solo davanti al lento Fisichella.Con questo successo la Renault si riappropria del quarto posto in classifica, davanti a Toyota e Toro Rosso. Come detto la McLaren scavalca la Ferrari in vetta; si fa sotto in misura minore anche la BMW. In graduatoria piloti Hamilton archivia un prezioso +6 da Massa e si porta dunque a sette lunghezze di vantaggio quando mancano tre gare: un buon bottino che gli permetterà di guardare con serenità alle rimanenti prove. Quasi tutto invariato nelle retrovie: Heidfeld però si avvicina a Raikkonen in quarta posizione ed è l'ultimo pilota della lista a non essere ancora escluso dal successo finale dalla matematica.La prossima gara si disputerà sul tracciato del Fuji, in Giappone, tra due settimane