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mercoledì 26 giugno 2013

Berlusconi: 7 anni ed interdizione dai pubblici uffici.

Sul processo Ruby, ho tante perplessità. Quella maggiore è che la Procura sia riuscito a condannare Berlusconi per dei reati a lui imputati ma che non mi sembrano essere stati sufficientemente provati. La concussione se c'è stata, chi l'avrebbe subita non solo nega di aver ricevuto pressioni, ma nemmeno ha ricevuto la degna attenzione da parte della magistratura. Ruby, la parte offesa, nemmeno è stata sentita. Ho l'impressione che si sia svolto un processo politico su dei fatti sostanzialmente privati. Ho l'impressione che la giustizia che da anni ritiene Berlusconi un affarista corruttore della politica e dalla politica corrotto, abbia condannato in maniera esemplare, un ricco vecchio con grossi problemi mentali ed affetto da manie di grandezza (come ebbe a definirlo la stessa ex moglie), per delle perversioni private e non per quelle politiche che, se venissero adeguatamente scoperte, potrebbero far luce su tanti misteri di questo 2oennio indecente. Invece, mi sembra, si sia riusciti solo a spiare dal buco della serratura, magari con altrettanta perversione e forse con tanta invidia da parte di chi, per pochi euro, abborda una prostituta tossica o, peggio ancora, per pari importi, non si risparmia migliaia di chilometri di viaggio in aereo per adescare, in paesi poveri e disperati, minorenni o giovanissime sventurate durante uno squallido tour del sesso.

domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013

.Buon 2013 ad ognuno che anche per caso, "caschi" sul mio blog, che da quest'anno riprenderò a pieno regime.
Sergio

giovedì 5 gennaio 2012

ESCORT?..NO!...PUTTANE!


 Non si capisce perché si debbano sempre stereotipare alcuni termini, renderli simpatici, inserirli nell’ordinario linguaggio quando questi entrano  a far parte del bel mondo, quello dei v.i.p., quello dei poltici e dei colletti bianchi. Si perché è questo che è capitato negli ultimi mesi. Senza far nomi - visto che in questa sede è rendere ordine ad un termine ben preciso – imprenditori, politici e uomini dello spettacolo, hanno ritenuto concludere i propri affari o allargare le proprie amicizie, attraverso la presenza di signore-signorine compiacenti che per soldi, accettavano di buon grado, di finire a letto con qualche bavoso ultrasettantenne viagrato, gonfiato, iperpettinato, super liftato, abronzato e pieno di soldi e potere. Libera scelta si puo’ dire, e si puo’ o meno concordare. Io concordo personalmente. Non concordo sul fatto che debba sprememrmi le meningi ed avere la necessità di arricchire il mio vocabolario, per comprendere che queste signorine, esercitano il mestiere delle “escort”.


Orbene: I dizionari inglesi un po´ piú completi ascrivono l´origine del vocabolo usato oggi (l´inglese 'escort´ = 'accompagnatore turistico´ e, piú in generale, 'accompagnatore/trice che guida e protegge chi é accompagnato´) alla voce francese escorte e a quella italiana scorta derivata dal latino volgare *excorrigere ('portare q.cuno sulla retta via [sottraendolo alla via sbagliata]´). Lo stesso *excorrigere sarebbe all´origine dell´italiano 'scorgere´ (ne danno conferma il Devoto-Oli e il Sabatini-Coletti). A tale proposito il Dizionario etimologico di G. Devoto riporta, s.v. 'scorgere´, questa nota: 'Scorgere, lat. volg. *excorr(i)gere...Il passaggio di significato é avvenuto da un primitivo 'guidare´ che si é specializzato alla fine nel 'guidare l´occhio´ e cioé 'vedere´´. 

Quindi, se tanto mi da tanto, il significato ricorrente ed ora maggiormente diffuso, sembra non entrarci una beata mazza con quello che coerente con l’etimologia del termine, la parola escort indica. A questo punto, nel rispetto della nostra bella lingua e del linguaggio in genere e non solo; nel completo rispetto di tutte quelle belle donnine che per il loro lavoro, erroneamente sono state appellate con un inesatto nome, mi sembra giusto, doveroso e rispettoso, ridare il giusto termine che si riferisce alla professione da esse così professionalmente esercitata. Per essere più esplicito: lavori in fabbrica? Allora non sei un “fabbricante”, puoi essere un operaio, un dirigente, un impiegato! Vai a letto a pagamento con chi ti pare? Non sei una escort. Sei una PUTTANA!...è sempre stato così…. 

giovedì 11 agosto 2011

SUGAR (Cocker Spaniel)



Il 14 luglio 2011, Sugar ci ha lasciati per una grave forma degenerativa del rene durata circa due mesi. Si è voluto ricordarlo attraverso queste immagini alcuni tra i momenti più significativi che ne hanno testimoniato il piacere di averlo avuto insieme in famiglia. Nell'occasione, un riconoscente ringraziamento al Dott. Giacomo Calabria da Marigliano ed al suo staff, che con professionalità, amicizia e generosità hanno consentito a Sugar di vivere i suoi migliori anni, in perfetta forma fisica.

sabato 12 marzo 2011

OMICIDIO YARA GAMBIRASIO: UNA BANCA DATI PER IL DNA E LE IMPRONTE DIGITALI

Quest’ennesima storia di violenza minorile, deve farci fermare a riflettere. Sara e Yara oltre ad essere le vittime di un orco, sono vittime anche del nostro ben pensare. Vittime dello sventolio esasperato della democrazia e della libertà, che va proprio a spezzare e a spazzare via, quella dei più deboli. Una vittima, per definizione, è debole…lo diventa anche se prima di diventarlo, non lo era. Diventa sempre vittima mai per sua scelta o perché ha creato le condizioni per diventarlo. Tutto è scritto, come dicevano gli antichi filosofi, e noi non siamo altro che poveri e passivi lettori di un romanzo che la casualità dei meccanismi della vita, scrive per noi. Sara aveva una famiglia, dei cugini, delle zie, degli zii…amici. Nemici, conoscenti, come tutti noi. Ma tra tutti questi, non aveva considerato che potesse celarsi un mostro…

Yara aveva una famiglia, dei cugini, delle zie, degli zii…amici. Nemici, conoscenti, come tutti noi. Ma tra tutti questi, non aveva considerato che potesse celarsi un mostro…

Di certo non pensavano di incontrarlo e di conoscerlo…di certo i loro cari non pensavano che le loro creature potessero incontrarlo e conoscerlo. Nessuna retorica….ci mancherebbe. Tanta pietà si: per Sara, per Yara e per i loro cari e, sembra assurdo o fuori luogo, anche per noi, non già guardoni delle disgrazie altrui, ma vittime perché diventate proprio a causa degli accadimenti. Non mi sono mai messo davanti alla televisione a seguire uno dei tanti servizi televisivi mandati in onda sulle tragedie di Avetrana e di ……. Ho sempre acceso la tv con una tensione emotiva altissima, da un senso di preoccupazione e di ansia talmente istintiva, che mi portava idealmente vicino alle due bambine e alle rispettive famiglie. A volte le parole degli esperti e dei giornalisti, echeggiavano nella mia testa, nel mio cervello senza che le stesse venissero percepite ed elaborate come pensieri o idee. Guardavo i miei figli, ed avevo paura per loro…di un mondo che ha toccato il fondo e che continua a nuotare nel mare delle contraddizioni, in nome della libertà e della democrazia. Che c’entra tutto questo con Sara e Yara? C’entra, c’entra. Intanto, una riflessione che non è assolutamente una critica, ma uno spunto di riflessione. Troppi i casi di scomparse e di allontanamento che si verificano nel nostro paese e che puntualmente rimangono irrisolti. Le nostre polizie e non per colpa loro, sembrano aver perso la giusta verve nell’affrontare le indagini per il rintraccio di chi scompare o chi viene sequestrato. Spesso l’epilogo è sempre lo stesso. Se si trova la persona scomparsa (il più delle volte un minore – un bambino per la precisione - ) la si trova ormai morta e grazie alla collaborazione del responsabile. Ciò secondo me, perché se da un lato l’Italia ha ormai da tempo superato il buio periodo di paura messo su dall’anonima sequestri degli anni 70-80, dall’altro forse, non è stata più addestrata adeguatamente nel settore dei sequestri, confidando la risoluzione di quelli che nel frattempo si presentavano, nelle attività di indagini scientifiche. Questa non è voler comunque attribuire una responsabilità. E’ una semplice riflessione che chiede di essere smentita. Ci mancherebbe pure che la polizia giudiziaria abbia la responsabilità morale della morte o del mancato ritrovamento delle persone che spariscono. E’ legittimo cercare di capire, quanto fa lo stato per addestrare i propri poliziotti per far si che gli stessi, non brancolino nel buio come spesso accade in circostanze del genere.

Altro punto di riflessione, si rivolge proprio agli ultimoi accadimenti, quelli che riguardano la piccola Yara. Le indagini scientifiche sul corpicino Yara, hanno accertato ed isolato il DNA e le impronte di due persone. Ma se queste due persone non sono state mai foto segnalate da polizia e carabinieri, la banca dati a loro diposizioni, non potrà fornire alcun riscontro, alcun abbinamento per risalire all’identità delle due persone. Peggio per il DNA. Questo dovrebbe essere comparato successivamente all’identificazione di coloro a cui appartengono le impronte, per cui anche questa traccia importante, diventerebbe un triste allegato del fascicolo processuale.

MA PERCHÉ ALLORA, NON SI HA IL CORAGGIO DI PROPORRE ED ISTITUIRE UNA BANCA DATI DELLE IMPRONTE DIGITALI E DEL DNA DI TUTTI I CITTADINI ITALIANI E STRANIERI RESIDENTE SUL TERRITORIO ITALIANO?

Ho un forte senso della democrazia e del rispetto umano.
Sono tollerante.
Non sono razzista e per questo:
Non ho paura di essere intercettato.
Non avrei alcun timore o remore ad essere foto segnalato.
Farei estrapolare, anche SUBITO IL MIO DNA.

Io credo che, se dovesse accadere a me una cosa simile a quella che è accaduta ai genitori di Sara o di Yara, darei solo spazio all’istinto che deriva dall’amore di essere padre.

L’amore per i figli non è un sentimento altruista. La paternità e la maternità sono inseriti in un istinto primordiale che puo’ manifestarsi nei modi più animaleschi e crudeli. Anche la violenza, in un contesto del genere, potrebbe essere definito un gesto d’amore…un legittimo gesto d’amore!

lunedì 10 gennaio 2011

Alfonso Signorini: Che Dio la perdoni!

Tutto ha un prezzo, figuriamoci un programma in seconda serata da mandare in onda sulla titolatissima emittente del Cavaliere, Canale 5!!

Ed il costo è quello non tanto di schierarsi, perché a volte, schierarsi è sinonimo di coraggio, di serietà, di virilità intellettuale, ma quello di pubblicizzare impunemente o spudoratamente, il prezzo di se stessi. Un prezzo che, a secondo delle scale dei valori che si vuole tener conto come riferimento puo’ essere: talvolta alto, talvolta irrisorio, altre poco più o quanto quello di una marchetta di una vecchia nave scuola portuale.

Bè, lasciamo a voi quantificare, quanto ha pagato l’esimia effige di cui sopra, per avere un palinsesto tutto suo alla corte catodica di Sua Maestà Ill.ma il Cavaliere. Di tal signore, tutti ben conosciamo le doti intellettuali, critiche, che esplodono in maniera dirompente dal ventaglio sventolato al “Grande Fratello” o, dai petali del fiore scelto all’occorrenza per spettacolarizzare gestualità forzatamente esibite come movimenti naturali, ma che fanno, nelle tv spazzatura di oggi, molto tendenza. Bhè, fin quando l’illustre effige si sofferma a descrivere con dovizia di morbosi particolari, le tresche in cui avvenenti personaggi “VIPS” (OPS!) sono coinvolti, bhè, tanto di cappello, in Italia (e lo dico sinceramente), civette “ingiuciose” meglio del divino di cui sopra, non ce ne sono proprio. Non per nulla, l’esimio, è direttore di ben due rotocalchi gossip, ovviamente solo per mero caso, legati alla Mondatori (c’entra qualcosa anche questo con il Cavaliere errante?). Ma fin quando si parla di gossip, di ingiuci, di corna, tronisti, grandifratellisti ecc….si puo’ e si deve scegliere se ascoltarlo o no. La politica, esimio presentatore, è un’altra cosa…è una cosa seria, che tratta di problemi seri e concreti, fatta per le persone serie, trattata in sedi serie che poco hanno a che fare con il voluttuoso odore di borotalco o essenze femminili e bisex, di cui il suo spot serale, ne è stracolmo.

Il cashmere di D’Alema in montagna, esimia effige, con la politica ha ben poco a che vedere, così come il maglione blu di Marchionne o la bandana del Cavaliere. Se da un lato si vuole sottintendere un palese imborghesimento degli ex comunisti (che essendo di tale estrazione, non solo non devono avere il maglione di cashmere, ma devono perennemente “puzzarsi di fame”, se no, che comunisti sono!), va parimenti sottolineato come il suo padrone, in tempi non sospetti, si definì “Un Presidente Operaio”, segno che, tale affermazione, ha avuto anche per lui, un enorme riflesso mediatico e comunicativo. Altro problema è, se gli italiani, abbiano mai creduto se “l’errante”, abbia mai visto una catena di montaggio, una chiave inglese o altro. Andare avanti su questi temi, mi porterebbe a scendere, anzi a trascendere, nei suoi stessi luoghi comuni e fare il suo gioco. Io con lei non gioco. Faccio sul serio! Continui pure a deliziarci al Grande Fratello con i suoi pareri e profili psicologici sul conto di quella banda di sventurati, ma la politica no..la lasci stare al suo posto, è fatta per le persone serie e lei, ha dimostrato di non esserlo, al contrario del suo padrone che, nel suo modo di fare politica – di cui ne è maestro indiscusso -, ha detto a tutti gli italiani, qual è il prezzo da pagare per arruolare alla propria corte, un piccolo signore.


Che Dio la perdoni ed abbia misericordia di lei.
(almenoparliamone)

domenica 31 ottobre 2010

Colonnello CAGNAZZO: CHI L'HA VISTO?


Dopo l’ennesima estate dei veleni, ricca di piccoli scandali che la stampa piu’ o meno vicino alle stanze dei bottoni, puntualmente propone all’opinione pubblica per farla distrarre dalle problematiche importanti che sconvolgono il nostro Paese; dopo averci ammorbato per mesi sulla casa di Montecarlo di TULLIANI in merito all’affaire FINI-AN, nella nostra realtà, si riusciva a tenere in sordina l’ennesimo scacco matto ai danni della società per bene. Il siluramento del Colonnello Fabio Cagnazzo, Comandante del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, a seguito delle dichiarazioni di un pentito rese ad alcuni alti magistrati della DDA di Napoli, che indicherebbe l’Ufficiale dell’Arma, una pedina della criminalità organizzata, favoreggiatore dei camorristi e che piu’ ne ha piu’ ne metta.
Orbene.
Premesso che su fatti altrettanto importanti le istituzioni moralmente coinvolte nella vicenda, hanno espresso pubblicamente solidarietà verso il proprio ufficiale coinvolto, o meglio additato come essere coinvolto in una grave vicenda penale, nel caso Cagnazzo, ciò non sembra essersi verificato. Perché? E’ mai possibile che solo la società civile per bene, debba esprimere solidarietà ad un onesto servitore dello Stato? O forse perché solidarizzare istituzionalmente con Cagnazzo, nel suo stato attuale di ufficiale atipico, sbirro di frontiera e”guardia nfame” della provincia partenopea, crea prevedibili imbarazzi visto che di lui e dei suoi uomini, non si fa che parlarne solo bene? Se è vera questa riflessione, allora la cosa è grave. In un momento in cui:
- il Comandante dei ROS di Milano con i suoi Marescialli, viene condannato per associazione a delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti;

- Il generale MORI torna alla ribalta per la vicenda circa le modalità e le attività che condussero all’arresto di Totò Riina

Tuttavia, nel primo caso, sembra che il Comando Generale dell’Arma abbia espresso solidarietà e “fiducia” per il Comandante dei ROS, mentre per Cagnazzo, non sembra si sia letto nulla a suo favore….Mori,..vabbè..che ne parliamo a fare….lui ha “solo” arrestato Totò Riina…Cagnazzo ha “soltanto” arrestato 180 latitanti.
La differenza di posizione, sebbene ci faccia piacere per il Comandante dei ROS di Milano, ci appare tuttavia, alquanto “strana” ed apre la porta a tutta una serie di dubbi che qui, per correttezza, non osiamo assolutamente esternare.
Un’estate dunque, quella dei Carabinieri di Castello di Cisterna, calda, afosa ma pregna di menzogne e di sete di verità…

Siamo a Novembre..e Cagnazzo…dov’è? A Foggia non c'è!

CHI L’HA VISTO?