Translate

lunedì 10 gennaio 2011

Alfonso Signorini: Che Dio la perdoni!

Tutto ha un prezzo, figuriamoci un programma in seconda serata da mandare in onda sulla titolatissima emittente del Cavaliere, Canale 5!!

Ed il costo è quello non tanto di schierarsi, perché a volte, schierarsi è sinonimo di coraggio, di serietà, di virilità intellettuale, ma quello di pubblicizzare impunemente o spudoratamente, il prezzo di se stessi. Un prezzo che, a secondo delle scale dei valori che si vuole tener conto come riferimento puo’ essere: talvolta alto, talvolta irrisorio, altre poco più o quanto quello di una marchetta di una vecchia nave scuola portuale.

Bè, lasciamo a voi quantificare, quanto ha pagato l’esimia effige di cui sopra, per avere un palinsesto tutto suo alla corte catodica di Sua Maestà Ill.ma il Cavaliere. Di tal signore, tutti ben conosciamo le doti intellettuali, critiche, che esplodono in maniera dirompente dal ventaglio sventolato al “Grande Fratello” o, dai petali del fiore scelto all’occorrenza per spettacolarizzare gestualità forzatamente esibite come movimenti naturali, ma che fanno, nelle tv spazzatura di oggi, molto tendenza. Bhè, fin quando l’illustre effige si sofferma a descrivere con dovizia di morbosi particolari, le tresche in cui avvenenti personaggi “VIPS” (OPS!) sono coinvolti, bhè, tanto di cappello, in Italia (e lo dico sinceramente), civette “ingiuciose” meglio del divino di cui sopra, non ce ne sono proprio. Non per nulla, l’esimio, è direttore di ben due rotocalchi gossip, ovviamente solo per mero caso, legati alla Mondatori (c’entra qualcosa anche questo con il Cavaliere errante?). Ma fin quando si parla di gossip, di ingiuci, di corna, tronisti, grandifratellisti ecc….si puo’ e si deve scegliere se ascoltarlo o no. La politica, esimio presentatore, è un’altra cosa…è una cosa seria, che tratta di problemi seri e concreti, fatta per le persone serie, trattata in sedi serie che poco hanno a che fare con il voluttuoso odore di borotalco o essenze femminili e bisex, di cui il suo spot serale, ne è stracolmo.

Il cashmere di D’Alema in montagna, esimia effige, con la politica ha ben poco a che vedere, così come il maglione blu di Marchionne o la bandana del Cavaliere. Se da un lato si vuole sottintendere un palese imborghesimento degli ex comunisti (che essendo di tale estrazione, non solo non devono avere il maglione di cashmere, ma devono perennemente “puzzarsi di fame”, se no, che comunisti sono!), va parimenti sottolineato come il suo padrone, in tempi non sospetti, si definì “Un Presidente Operaio”, segno che, tale affermazione, ha avuto anche per lui, un enorme riflesso mediatico e comunicativo. Altro problema è, se gli italiani, abbiano mai creduto se “l’errante”, abbia mai visto una catena di montaggio, una chiave inglese o altro. Andare avanti su questi temi, mi porterebbe a scendere, anzi a trascendere, nei suoi stessi luoghi comuni e fare il suo gioco. Io con lei non gioco. Faccio sul serio! Continui pure a deliziarci al Grande Fratello con i suoi pareri e profili psicologici sul conto di quella banda di sventurati, ma la politica no..la lasci stare al suo posto, è fatta per le persone serie e lei, ha dimostrato di non esserlo, al contrario del suo padrone che, nel suo modo di fare politica – di cui ne è maestro indiscusso -, ha detto a tutti gli italiani, qual è il prezzo da pagare per arruolare alla propria corte, un piccolo signore.


Che Dio la perdoni ed abbia misericordia di lei.
(almenoparliamone)