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sabato 6 dicembre 2008

La mia memoria


30.11.2008
Non è importante quanto vivere…è importante “come vivere”. Sembra un affermazione di comodo ma spesso proprio queste affermazioni riuniscono un significato quasi universale e per questo, comune a tutti. Nel dolore, nella sofferenza, nel distacco, nella separazione…insomma in tutti quegli avvenimenti tristi che la vita ci propone, ci impone e ci offre, si riesce a trovare la giusta concentrazione per giungere a delle conclusioni che, in altre occasioni e con altri stati d’animo, è quasi impossibile raggiungervi. Si cerca in ogni cosa, quindi, il valore e spesso, ci si rende conto di quanto si è stati distratti e di quanto, purtroppo, si ritornerà ad esserlo. Tutti crediamo di avere la risposta per ogni cosa. La saccenza è un indumento intimo che indossiamo imperterriti, senza renderci conto che, essendo sporcizia, ci insudicia, ci entra nei pori della pelle raggiungendo il profondo della nostra anima che, nella migliore delle ipotesi, si raffredda o, per sua insita dignità, si allontana da noi, indegni di possederla. Di chi va via, per tanti motivi, bisogna sempre serbarne un ricordo, un’immagine, un’ombra…che si anche uno spettro, non importa, purchè ci sia a testimonianza che ancora possediamo una coscienza. Niente sfugge completamente alla memoria. Essa con gli anni, si puo’ offuscare, “appannare”, ma mai cancellarsi.
La memoria è il contenitore crudele delle nostre sensazioni; delle certezze vanificate e dei propositi da concretizzare. La memoria è una cosa, un gesto, una persona che, se pure va via, lascia sempre, un segno indelebile nella nostra vita.
Quello che affligge adesso la mia memoria, fisicamente, adesso non c’è più. Addio…e buon viaggio!
Sergio.

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